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Spiagge d’Abruzzo all’asta, Sospiri promette «Legge pronta a fine settembre»

21 Luglio 2026

Il presidente parla al Comune di Pescara: «Bandi per le concessioni solo se la costa è scarsa»

PESCARA

Il Consiglio regionale approverà la legge salva-stabilimenti «entro fine settembre», ma vederla come una soluzione definitiva alle aste imposte dalla direttiva Bolkestein «è ancora prematuro»: la giunta (magari in ottica elettorale) cerca di decidere sui titoli demaniali partendo dalla verifica della “scarsità della risorsa” introdotta dall’articolo 12 della stessa direttiva europea. Il fulcro della disputa, però, è dato da chi stabilisce se la risorsa è scarsa o meno e con quali criteri, perché la direttiva europea di certo non dice come si misura la scarsità. Restano pertanto dei dubbi sul fatto che questa strategia e, nello specifico, l’idea di compiere il monitoraggio a livello regionale – tramite una mappatura della costa – possa superare l’esame del Consiglio di Stato. Questa è la situazione illustrata ieri a Pescara dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri durante la seduta della commissione Cultura, Turismo e Attività produttive guidata dal consigliere comunale Simone D’Angelo per esaminare la proposta legislativa siglata dallo stesso Sospiri, dal capogruppo azzurro Emiliano Di Matteo, dai consiglieri regionali Carla Mannetti della Lega e Gianpaolo Lugini per la lista Marsilio Presidente e, infine, dal sottosegretario forzista con delega al Turismo Daniele D’Amario. Va ricordato che lo scorso 14 luglio c’è stato il primo round in commissione Bilancio sul testo targato maggioranza e che ora, prima del via libero definitivo, la tabella di marcia prevede lo svolgimento di «audizioni formali e necessarie» con sindaci della costa, le associazioni di categoria e le imprese.

TRA RINVII E SCADENZE

La questione si trascina fin dal lontano 2006 – quando fu emanata la direttiva europea – e ancora oggi sembra una storia infinita: dopo anni caratterizzati da continui rinvii – paradossali, se si pensa che parliamo di un atto dell’Unione Europea che possiede una forza di legge superiore a qualsiasi norma interna – la scadenza è slittata di nuovo. Questo perché il governo Meloni (sulla scia degli esecutivi passati) ha ottenuto di spostare in avanti la scadenza delle concessioni fino al 30 settembre 2027, anche se i criteri della Bolkestein obbligherebbero i Comuni ad aprire le procedure di bando entro il 30 giugno dello stesso anno. Le future licenze sul demanio copriranno un periodo di tempo compreso tra i 5 e i 20 anni, garantendo il versamento di indennità di ristoro per gli attuali balneari che lasceranno la gestione.

LA STRATEGIA: MAPPARE LE COSTE

Ed è qui che subentra il disegno di legge della giunta regionale strutturato in 4 articoli, che prevede una mappatura del litorale entro 45 giorni per quantificare il rapporto tra spiagge libere e in concessione. Se il censimento tra Martinsicuro e San Salvo escluderà la «scarsità della risorsa», i Comuni avranno il via libera per sospendere i bandi, assumendone la responsabilità. Il modello prevede poi che, in caso di spazi abbondanti, gli enti territoriali proroghino le licenze attuali, mentre aprano le gare solo in caso di risorsa limitata. «Ci muoviamo sulla scia della legge già varata in Calabria per applicare la Bolkestein nel modo corretto», ha dichiarato il presidente Sospiri, «in tutto questo tempo abbiamo assistito a una discussione falsata tra pro e contro. La direttiva europea è chiara: prevede evidenze competitive solo qualora la risorsa sia effettivamente scarsa. Laddove non è scarsa, non si procede. Dobbiamo dunque mappare il litorale abruzzese per fare chiarezza». Saranno poi i singoli Comuni a decidere se prorogare o avviare le procedure di evidenza pubblica sulla base della mappatura regionale. «L’esito di questa legge non rischia l’impugnativa perché migliorativa rispetto alla legge della Calabria», prosegue Sospiri, «ma è chiaro che può essere distrutta dal Consiglio di Stato. Così come è corretto che chi gestisce un bene pubblico rendiconti periodicamente cosa ha fatto in passato e cosa farà in futuro. L’iter regionale al momento prevede che il testo, già esaminato in commissione, affronti le audizioni formali dopo la pausa estiva, con l’approvazione definitiva entro fine settembre».

IL FATTORE SCARSITÀ

Ma se la Bolkestein prevede già questo meccanismo, perché serve una legge regionale? La proposta formulata dalla Regione muove da un’interpretazione giuridica per la quale la direttiva non impone che tutte le concessioni balneari esistenti vadano indistintamente a gara. In parole povere, se la spiaggia ancora libera risulta abbondante, non sussiste alcun obbligo di gara generalizzato; in caso contrario, però, bisogna applicare le procedure così da aprire il mercato locale a più imprenditori. Ma la direttiva non fornisce un metodo scientifico per misurare questa scarsità, ed è qui che si inserisce la disputa. L’Abruzzo vuole quindi mettere nero su bianco le regole operative: stabilire che la mappatura spetti al Dipartimento regionale, fissare il termine perentorio di 45 giorni, indicare come impiegare quel dato e dettare l’azione dei Comuni in base all’esito. Tutto questo seguendo il ragionamento: prima accertiamo lo stato della risorsa, poi decidiamo se avviare i bandi.

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