Strade teatine distrutte con 396 frane: «Disperato bisogno di fondi»

7 Novembre 2026

Il presidente della Provincia di Chieti Menna (Pd) chiama a raccolta i sindaci: «Servono 150 milioni».

Manca poco all’inverno e i danni potrebbero aggravarsi. Sigismondi (FdI): «Propaganda elettorale»

CHIETI

L’ondata di maltempo che, a cavallo tra marzo e aprile, si è abbattuta sulla provincia di Chieti non è soltanto un ricordo: è una ferita aperta. Lo dimostrano le strade ancora distrutte. A distanza di 6 mesi, quell’emergenza si misura in quasi 400 fronti di dissesto idrogeologico con un conto da 150 milioni di euro: sono grandi numeri che condannano i Comuni e la Provincia a convivere con le strade crollate come se fossero state costruite con i mattoncini delle costruzioni di plastica. Per parlare di quei danni che restano irrisolti, oggi alle ore 16, il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Vasto, Francesco Menna del Pd, chiama a raccolta i sindaci per un faccia a faccia nella sala consiliare: «Abbiamo organizzato questo incontro con tutti i sindaci della provincia perché vogliamo fare il punto della situazione e concertare azioni condivise con tutto il territorio», spiega Menna. Un incontro che in vista delle suppletive per il Parlamento fissate al 15 e 16 novembre, secondo il senatore Etel Sigismondi di Fratelli d’Italia, è soltanto «un’occasione di propaganda elettorale. Basta guardare il video pubblicato sui social dallo stesso Menna, contenente chiari attacchi al governo Meloni e al governo regionali. Una scelta ancora più incomprensibile di fronte a un’emergenza, per la quale il governo ha già stanziato i primi 15 milioni».

Per adesso, secondo Menna, di fondi ne sono arrivati con il contagocce nonostante lo stato di emergenza: «Alla Regione e al governo», dice il presidente, «chiediamo un’azione straordinaria in relazione all’eccezionalità dei danni provocati dal maltempo dello scorso aprile, che non possono essere affrontati con le esigue risorse a disposizione per la gestione ordinaria. Proprio due giorni fa, il Consiglio dei ministri ha stanziato 1,77 milioni di euro per i primi interventi nelle quattro regioni colpite dal dissesto idrogeologico della primavera scorsa: Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Facendo la media», sottolinea il presidente, «si tratta di 440.000 euro per ciascuna regione: sono briciole».

Menna traccia un bilancio che, ad appena un mese dall’inizio dell’inverno, è allarmante perché, in assenza di interventi, i danni potrebbero soltanto aggravarsi: «Al momento la situazione è questa: abbiamo 396 interventi censiti che riguardano soltanto le strade provinciali del Chietino. Di questi, 137 hanno priorità alta, 151 priorità media e 108 priorità bassa. Non c’è alcuna copertura per quel fabbisogno, che a maggio scorso era stata quantificato in 130.358.000 euro, così suddivisi: Distretto 1 (Chietino-ortonese) 14.116.000 euro; Distretto 2 (Maiella orientale) 18.415.000 euro; Distretto 3 (basso Sangro) 4.587.000 euro; Distretto 4 (alto Sangro) 8.985.600 euro; Distretto 5 (basso Vastese) 25.224.000 euro; Distretto 6 (alto Vastese) 48.790.400 euro; Via Verde 10.240.000 euro. Essendo passati più di sette mesi», dice il presidente della Provincia, «è facile prevedere che al momento degli appalti si arriverà a un fabbisogno di 150 milioni».

Finora, le grandi opere contro il dissesto non sono ancora partite: ad andare bene, sono state soltanto immaginate e arrivare agli appalti non sarà immediato.

«Gli interventi di somma urgenza, effettuati con risorse nostre nella primavera scorsa per fronteggiare le principali situazioni di pericolo», spiega Menna, «hanno avuto un costo di 1.415.860,37 euro». E allora sulla mappa della provincia risaltano le strade rotte che diventano pericoli. «Abbiamo tuttora numerose strade interessate da limitazioni», spiega Menna, «ma i casi più gravi sono quelli di Castiglione Messer Marino e Carunchio, dove la viabilità è interdetta completamente, mentre a Colledimezzo e Schiavi d’Abruzzo si transita a senso unico alternato». Il presidente pesa le parole e dice: «Abbiamo un disperato quanto urgente bisogno di risorse per il risanamento delle strade. Purtroppo, il governo Meloni ha tagliato circa il 70% delle risorse destinate alla manutenzione della viabilità provinciale per il periodo 2025-2028: da soli non ce la facciamo. La sicurezza stradale merita risposte concrete che possono arrivare soltanto con la collaborazione istituzionale: è questo che il territorio si aspetta da tutti noi».

Menna è uno dei 54 amministratori pubblici abruzzesi che, nelle settimane scorse, hanno scritto una lettera al premier Giorgia Meloni per chiedere fondi. «Tale condizione non è più sostenibile», recita la lettera spedita a un lungo elenco di altri destinatari, compresi i ministri delle Infrastrutture e dell’Economia, i leghisti Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, ai parlamentari abruzzesi, al governatore Marco Marsilio di FdI, ai consiglieri regionali.

All’incontro di oggi partecipano anche i deputati Daniela Torto del M5S e Luciano D'Alfonso del Pd, il sindaco di Chieti Giovanni Legnini del Pd. Sigismondi commenta il parterre: «Menna, alla guida di un ente di area vasta, dovrebbe favorire il coordinamento tra tutte le istituzioni, invece, ha scelto di strumentalizzare politicamente un incontro convocato nella sua veste istituzionale e nella sede della Provincia di Chieti: è significativo che ci siano solo deputati M5S e Pd senza che siano stati invitati gli altri rappresentanti del territorio in Parlamento