«Una quota per le imprese italiane al Festival di Sanremo»
Nel regolamento del Festival di Sanremo 2024 manca, «al contrario della Francia e di altri paesi avanzati, una quota riservata alle sole imprese italiane al 100%, in genere le piccole e medie imprese...
Nel regolamento del Festival di Sanremo 2024 manca, «al contrario della Francia e di altri paesi avanzati, una quota riservata alle sole imprese italiane al 100%, in genere le piccole e medie imprese della discografia».
Così il Coordinamento Stage & Indies che rappresenta la filiera della musica indipendente ed emergente italiana che lancia un appello al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. «Serve un intervento del Ministero della Cultura sul Comune di Sanremo e sulla Rai che inserisca una quota del 40% per le imprese nazionali discografiche indipendenti a Sanremo 2024, per tutelare le start up e le piccole e medie imprese musicali e culturali del Paese contro lo strapotere delle multinazionali musicali».
«Servono tutele», aggiungono, «a partire dall'autunno prossimo affinché si attengano a profili etici e professionali capaci di tutelare le imprese, il lavoro creativo e l'occupazione culturale e musicale nel nostro paese» dice il Coordinamento.
Inoltre, sempre al prossimo Festival di Sanremo, «si tuteli la pluralità delle voci con le emissioni di bandi realizzati da più soggetti diversi e con gli spazi presenti nelle piazze centrali di Sanremo dedicate a tutti i generi e gli stili musicali, senza esclusioni».
Per il coordinamento sono queste etichette che contribuiscono alla «realizzazione dell'80% dei progetti musicali presenti sul mercato e al 70% dei piccoli e medi eventi dal vivo presenti in Italia. Infatti - ricorda - nel 2023 al Festival di Sanremo furono proposte 600 canzoni dai big e 1200 dai giovani circa: e sulle 28 selezionate, solo 4 erano dedicate alle case discografiche totalmente italiane, con una quota pari soltanto all'8 per cento».
«Questo», conclude l Coordinamento Stage & Indies, «è lo stato grave dell'arte».
Così il Coordinamento Stage & Indies che rappresenta la filiera della musica indipendente ed emergente italiana che lancia un appello al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. «Serve un intervento del Ministero della Cultura sul Comune di Sanremo e sulla Rai che inserisca una quota del 40% per le imprese nazionali discografiche indipendenti a Sanremo 2024, per tutelare le start up e le piccole e medie imprese musicali e culturali del Paese contro lo strapotere delle multinazionali musicali».
«Servono tutele», aggiungono, «a partire dall'autunno prossimo affinché si attengano a profili etici e professionali capaci di tutelare le imprese, il lavoro creativo e l'occupazione culturale e musicale nel nostro paese» dice il Coordinamento.
Inoltre, sempre al prossimo Festival di Sanremo, «si tuteli la pluralità delle voci con le emissioni di bandi realizzati da più soggetti diversi e con gli spazi presenti nelle piazze centrali di Sanremo dedicate a tutti i generi e gli stili musicali, senza esclusioni».
Per il coordinamento sono queste etichette che contribuiscono alla «realizzazione dell'80% dei progetti musicali presenti sul mercato e al 70% dei piccoli e medi eventi dal vivo presenti in Italia. Infatti - ricorda - nel 2023 al Festival di Sanremo furono proposte 600 canzoni dai big e 1200 dai giovani circa: e sulle 28 selezionate, solo 4 erano dedicate alle case discografiche totalmente italiane, con una quota pari soltanto all'8 per cento».
«Questo», conclude l Coordinamento Stage & Indies, «è lo stato grave dell'arte».

