Vento e caldo spingono gli incendi, in Abruzzo arriva l'Esercito. Continuano le fiamme sul Monte Morrone

Restano attivi diversi fronti, ma la situazione più impegnativa è quella tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, dove alle squadre impegnate contro le fiamme si sono aggiunti i mezzi del Genio militare dell'Esercito
L’AQUILA. Il vento cambia ancora direzione, il caldo insiste e sul Morrone il fuoco continua a resistere alle operazioni di spegnimento. In Abruzzo restano attivi diversi fronti, ma la situazione più impegnativa è quella tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, dove alle squadre impegnate contro le fiamme si sono aggiunti i mezzi del Genio militare dell'Esercito. Il rogo si avverte anche a distanza: tra ieri sera e stamani l'odore acre del fumo proveniente dall'area della Maiella è arrivato fino a Pescara.
La strategia per contenere le fiamme è stata definita al Centro operativo comunale di Popoli Terme. Sul Morrone pesano il terreno impervio e le forti correnti d'aria nella Gola di Tremonti. Il Genio militare interverrà per allargare sentieri e viabilità e realizzare fasce tagliafuoco. È in viaggio da Roma, trasportato da un tir e scortato dalla polizia stradale, un New Holland D180, il più potente mezzo apripista a disposizione dell'Esercito, che sarà utilizzato con il supporto del 9/o Reggimento Alpini dell'Aquila. "Zero burocrazia, tutte le ruspe e i macchinari devono operare subito", ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio.
Restano però le difficoltà sul fronte aereo, dopo le avarie che ieri avevano interessato quattro dei sette mezzi impegnati. In mattinata erano stati assegnati all'Abruzzo quattro Canadair e un Erickson, oltre ai due elicotteri regionali. Dopo un colloquio con il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, Marsilio ha annunciato l'invio di altri tre Canadair. Nel pomeriggio lo schieramento è stato rimodulato, concentrando i mezzi soprattutto sul Morrone. A Bisegna prosegue lo spegnimento dopo la ripresa del rogo favorita da vento e caldo. Sabato sera sei famiglie erano state evacuate, per poi rientrare. A Rocca di Cambio l'incendio, iniziato il 4 agosto, si è riattivato più volte nella zona di monte Cagno. Le precipitazioni, localizzate e troppo deboli, non hanno inciso sull'evoluzione dei roghi. Risultano invece spenti gli incendi di Roio del Sangro, Bucchianico, Corvara e Isola del Gran Sasso-Cerchiara.
La scorsa notte, a Ortona, un incendio è divampato durante i fuochi pirotecnici nell'area del Castello Aragonese. E proprio sulle cause degli incendi Marsilio è tornato a intervenire, parlando di un fenomeno che, "nella stragrande maggioranza dei casi", avrebbe origine dolosa e di piromani che agirebbero "quasi in maniera scientifica".
Intanto è in arrivo un secondo Canadair per l'incendio in Carnia: stamani sono riprese le operazioni di spegnimento in una zona che brucia da 10 giorni

