Via al Piano olivicolo: 23 milioni per la crescita

27 Marzo 2016

Le risorse nazionali saranno distribuite in base alle produzioni regionali A gestire le domande di finanziamento saranno le associazioni di settore

PESCARA. Via libera al primo Piano Olivicolo Nazionale (PON), un corposo sostegno all'olivicoltura italiana di cui gioverà ampiamente anche l'Abruzzo. Lo scorso 24 marzo il Pon è stato approvato alla Conferenza Stato Regioni con la previsione di uno stanziamento pari a 32 milioni di euro, distribuiti nel triennio 2015-2017, che andranno a sostenere lo sviluppo del settore olivicolo nazionale puntando soprattutto su ricerca e innovazione. «Al momento non esiste ancora una previsione di ripartizione regionale dello stanziamento ma arriverà successivamente» spiega Luciano Di Massimo, presidente di Abruzzo Oleum, l’organizzazione di produttori più rappresentativa dell'Abruzzo.

«Le risorse saranno distribuite in funzione del peso che hanno le singole regioni dal punto di vista produttivo» osserva Di Massimo «e considerando che l'Abruzzo è la quinta regione italiana in questo settore, possiamo affermare che ne beneficerà ampiamente». Gli obiettivi del Pon riguardano la crescita della produzione nazionale attraverso la realizzazione di nuovi impianti, la ricerca finalizzata al miglioramento dell’efficienza produttiva e qualitativa, la promozione e valorizzazione dell’extravergine made in Italy. «Si tratta di misure operative che puntano all'incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine d’oliva, al recupero e tutela delle varietà nazionali, alla promozione della qualità dell’olio evo e ad una più forte organizzazione della filiera nazionale,» considera Di Massimo «insomma misure importanti grazie alle quali possiamo iniziare a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia».

Grazie all’accordo raggiunto nell'ambito della conferenza Stato Regioni, sono stati definiti anche gli strumenti normativi per realizzare questo primo intervento strutturale in favore delle 900.000 imprese che compongono la filiera olivicola nazionale. «A gestire le domande delle aziende saranno le associazioni di produttori» prosegue Luciano Di Massimo «alle quali i produttori potranno rivolgersi per avere tutte le informazioni relative al nuovo Piano. Sono convinto che con queste risorse e con la concertazione delle misure previste nell'imminente Programma di Sviluppo Rurale» conclude Di Massimo «si possa davvero riaccendere il motore dell’economia nel settore olivicolo anche della nostra regione».

Giorgio D’Orazio