Via alla raccolta delle uve: afa e siccità sono il pericolo

31 Luglio 2026

Si inizia con Pinot grigio, Pecorino e Chardonnay. Bacca rossa da fine settembre. Coldiretti: «Qualità promettente, ma preoccupa la persistente assenza di piogge»

L’AQUILA. La siccità e il caldo eccessivo mettono a rischio la vendemmia in Abruzzo. Lunedì prossimo, 3 agosto, prenderà il via la raccolta delle prime uve, a partire dal Pinot grigio, Pecorino e Chardonnay e dalle altre varietà precoci destinate alla produzione delle basi spumante conferite alla Cantina Frentana, mentre la raccolta delle uve a bacca rossa, come il Montepulciano, avverrà tra la fine di settembre e il mese di ottobre. Alla vigilia dell’apertura della campagna vitivinicola regionale, che arriva in una stagione caratterizzata da buone prospettive qualitative ma anche da forti preoccupazioni legate all’andamento climatico e del mercato, la Coldiretti Abruzzo ha trasmesso alla Regione un documento che contiene una serie di proposte operative per affrontare le criticità che interessano il comparto vitivinicolo regionale.

Coldiretti parla di «una fase resa ancora più delicata dal cambiamento climatico, dalla contrazione dei consumi, dall’aumento dei costi di produzione e da un mercato sempre più competitivo». L’Abruzzo si conferma ancora tra le prime 5 regioni produttrici d’Italia per volumi complessivi con circa 3,8 milioni di ettolitri di vino all’anno. La provincia di Chieti raccoglie circa il 75% dei vigneti regionali, seguita da Pescara e Teramo con circa il 10% ciascuna. I vini rossi e rosati assorbono il 58% della produzione e i bianchi il 42%.

«Le condizioni dei vigneti sono nel complesso buone e le prime valutazioni lasciano intravedere una qualità promettente, ma a destare preoccupazione è la persistente assenza di precipitazioni, soprattutto nella provincia di Chieti, dove da settimane non si registrano piogge significative e, secondo le previsioni, il quadro non dovrebbe cambiare nei prossimi giorni», dice Coldiretti Abruzzo, «una situazione che richiede un attento monitoraggio dell’evoluzione della maturazione e che potrebbe incidere sulle rese produttive. La vendemmia rappresenta il momento più importante dell’anno per le nostre aziende», evidenzia la Coldiretti, «ma non possiamo limitarci a guardare all’andamento della campagna. Il settore ha bisogno di una programmazione che guardi ai prossimi anni e che consenta di affrontare con strumenti adeguati le sfide imposte dal mercato e dal cambiamento climatico».

Nel documento inviato alla Regione, Coldiretti Abruzzo parte da un dato di fatto: il mercato mondiale del vino sta attraversando una fase di profonda trasformazione e i consumi sono in diminuzione per questo è necessario agire sul rafforzamento della capacità competitiva delle imprese. Tra le proposte avanzate figurano il blocco temporaneo del rilascio di nuove autorizzazioni all’impianto di vigneti e delle nuove iscrizioni agli albi delle principali denominazioni regionali, l’aggiornamento dello schedario vitivinicolo per avere un quadro reale del potenziale produttivo, la verifica delle giacenze dei vini a denominazione, una maggiore coerenza delle misure regionali di sostegno con gli obiettivi di riequilibrio del mercato e l'attivazione di strumenti finanziari a supporto di viticoltori e cantine. Coldiretti chiede anche «di rafforzare gli investimenti nella promozione, nell’enoturismo e nella comunicazione, puntando in particolare sul Cerasuolo d’Abruzzo Doc e su iniziative capaci di intercettare nuovi consumatori, soprattutto tra i giovani, contrastando la crescente demonizzazione del consumo consapevole di vino».

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