Zazzara, un urbanista a capo del Parco della Maiella

SULMONA. Un grande parco affinché l’Abruzzo possa tornare ad essere la regione verde d’Europa. Nel suo primo giorno di scuola che si è tenuto nell’Abbazia celestiniana, prestigiosa sede del Parco...
SULMONA. Un grande parco affinché l’Abruzzo possa tornare ad essere la regione verde d’Europa. Nel suo primo giorno di scuola che si è tenuto nell’Abbazia celestiniana, prestigiosa sede del Parco Nazionale della Maiella, il neo presidente, Lucio Zazzara, sale in cattedra mostrando già di avere le idee chiare su quello che bisogna fare per tutelare la natura e, nello stesso tempo, farla diventare una grande opportunità di sviluppo economico per l’Abruzzo ma soprattutto per le persone che ci vivono.
Zazzara ci tiene a ribadire le sue origini di urbanista, è docente all’università D’Annunzio di Chieti Pescara, e di essere amico di Oriol Bohigas, l’architetto e urbanista originario di Barcellona che nel 1999 ha realizzato il progetto iniziale, Portanuova 2000, di ricostruzione dell'area della seconda stazione ferroviaria di Pescara. «Esperienze che mi aiuteranno a fare meglio questo lavoro», dice il neo presidente, convinto che «bisogna superare questo metodo di arcipelago di aree vincolate per creare una rete, un sistema per tutelare meglio la biodiversità, la fauna attraverso la valorizzazione di tutte le capacità, di tutte le eccellenze che ci sono, in un quadro generale di compatibilità e sostenibilità».
Presenti all'evento il governatore Marco Marsilio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l'assessore ai Parchi e Riserve, Emanuele Imprudente oltre alla responsabile del Polo museale d'Abruzzo, Lucia Arbace.
«Ritengo che tutto quello che il Parco farà, lo dovrà fare in regime di collaborazione stretta, sia per la pianificazione che per quanto riguarda la tutela del patrimonio naturalistico, che è e resta la principale mission». Parole che sono musica per il presidente Marsilio che insieme a Sospiri e Imprudente, ha sottolineato la necessità di un’inversione di tendenza per quanto riguarda il rapporto tra Parco e territorio.
«I parchi e le riserve naturali non devono essere isole chiuse nei loro perimetri anche per la contiguità delle aree protette e se i tre parchi abruzzesi riusciranno a ragionare insieme, anche nei progetti comuni da presentare al ministero e all’Europa, questo non può che fare bene all’Abruzzo».
«Il Parco della Maiella ha fatto passi da gigante in questi anni», ha invece detto Imprudente, «adesso c’è la necessità di un cambio di passo. Crediamo fermamente in un’azione nuova, dove al centro delle politiche del Parco dovranno esserci le relazioni con sindaci e con i comuni. Deve essere ancora più forte di prima quel legame e quella necessità di costruire insieme». (c.l.)

