Bruno Vespa in tv con il braccio fasciato e l’occhio gonfio: “Una rovinosa caduta”

Il richiamo delle interviste non si ferma nemmeno davanti a un ricovero d’urgenza. Dopo una caduta mattutina e un passaggio in sala operatoria al Gemelli di Roma, Bruno Vespa decide di andare lo stesso in onda a Cinque Minuti, mostrandosi con il viso gonfio, visibilmente provato e un vistoso tutore al braccio. E scatta l’intervista a Giorgia Meloni
ROMA. Il richiamo delle interviste non si ferma nemmeno davanti a un ricovero d’urgenza. Dopo una caduta mattutina e un passaggio in sala operatoria al Gemelli di Roma, Bruno Vespa decide di andare lo stesso in onda a Cinque Minuti, mostrandosi con il viso gonfio, visibilmente provato e un vistoso tutore al braccio. «A scanso di equivoci avevo proposto il rinvio, non la volevo costringere», dice il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma la volontà di analizzare l’azione di governo non conosce ragioni. Questo siparietto, andato in onda martedì scorso, ha scatenato un’ondata social fatta di commenti e post. C’è chi li chiama “gli effetti della pausa nazionale”, applaudendo la dedizione del conduttore 82enne che interroga la premier sul tema più dibattuto: l’iniziativa di Fratelli d’Italia di limitare la presenza di stranieri nelle classi al 30%. Ne nasce un confronto serrato: «Il presidente della Repubblica parla di superare l’incomunicabilità. E la base per farlo è la lingua», dice la Premier. «Infatti», risponde Vespa. Poi Meloni argomenta: «Quando Mattarella era ministro dell’istruzione redigeva circolari dove invitava a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe. Ed è una misura di buon senso: se prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti parla italiano, si crea un ghetto. Ma eseguire una distribuzione delle classi più equilibrata serve a impedire che questo avvenga».
Il conduttore sposta poi l’attenzione sul tema dell’inflazione, incalzando la premier: «L’Istat ha rilevato che siamo inchiodati a questo 3,3%, quindi che cosa dobbiamo dire? (ride ndr)». E la Meloni replica parlando di stime riduttive: «Nello stesso giorno in cui l’Istat indica il deficit al 3,3%, rivede anche al rialzo la crescita italiana del 2024, passata dallo 0,7% all’1,1%. Ormai accade ogni anno che i dati vengano corretti in meglio a distanza di tempo. Non so se l’Istat sottostimi gli italiani o questo esecutivo, ma sta succedendo costantemente. Mi dispiacerebbe scoprire tra due anni che in realtà eravamo sotto la soglia del 3%, bloccati da stime iniziali troppo prudenti». Di fronte al silenzio di Vespa, la Meloni prosegue: «Sono rammaricata perché abbiamo svolto un lavoro imponente, riducendo il deficit dall’8,1% dell'insediamento all’attuale 3,3%. Restare sotto quella soglia ci avrebbe permesso di uscire in anticipo dalla procedura di infrazione, ma vorrà dire che seguiremo la tabella di marcia originaria». In chiusura, Meloni affronta anche la discussione sul bollo auto: «Le critiche che ascolto sono strumentali e ho sentito accuse gravi, come quella di dover pagare la campagna elettorale. Quando sento frasi simili da esponenti del Movimento 5 Stelle mi viene da sorridere, considerato che sto ancora cercando di pagare i 200 miliardi di euro di bonus edilizi erogati per consentire a Giuseppe Conte di dire che si poteva ristrutturare casa gratuitamente».

