Famiglia nel bosco. La rettifica del legale di Veruska D'Angelo
Il Foro di Vasto: precisati i ruoli istituzionali dell'assistente sociale.
Spettabile Direttore Luca Telese, lo scrivente Avv. Alessio Bevilacqua, del Foro di Vasto (CH), nell’interesse e per mandato della dott.ssa Veruska D’Angelo, assistente sociale in servizio presso ECAD 14 “Alto Vastese”, – con riserva di esibire, ove richiesto, il mandato difensivo conferitomi dalla mia assistita – con la presente contesto formalmente il contenuto dell’articolo a firma di tale Luca Telese, pubblicato sul quotidiano il Centro in data 16 marzo 2026, dal titolo “Veruska, i legali denunciati e il lupo della favola di Fedro”, relativo alla vicenda della famiglia Trevaillon, nel quale la mia assistita è ripetutamente indicata con modalità gravemente lesive della sua immagine e professionalità. L’articolo in questione attribuisce alla dott.ssa D’Angelo, in forma assertiva: l’aver presentato una “denuncia” nei confronti degli avvocati della famiglia; un ruolo di regia e di sostanziale dominio sull’intera vicenda (“storia folle iniziata e finita nel segno di Veruska”); la responsabilità di aver “cacciato” la madre dalla struttura e di aver “determinato” la sospensione della responsabilità genitoriale; la mancata trasmissione al Tribunale della certificazione scolastica, nonché una pretesa “dimenticanza” di informazioni essenziali (vaccinazioni, alloggio sicuro); stati emotivi e atteggiamenti di “rabbia”, “disappunto”, “scandalo”, “indignazione” e il sentirsi “perseguitata” dalla madre; una presunta ostilità verso la madre e verso gli avvocati (“la madre che lei non ama”, “tipo da ‘la legge sono io’”, “fra le cose che Veruska non ama ci sono gli avvocati”), nonché un incontro con il padre dei minori rappresentato come “segreto” o comunque in funzione contrappositiva rispetto ai difensori. Tali affermazioni risultano, alla luce della documentazione ufficiale: oggettivamente false o gravemente inesatte (in particolare quanto a “denuncia”, certificazione scolastica, vaccinazioni, origine e natura dei provvedimenti giudiziari); fuorvianti nella rappresentazione del ruolo istituzionale della mia assistita, cui vengono attribuiti poteri e decisioni che spettano esclusivamente all’Autorità giudiziaria minorile; ingiustamente denigratorie, per l’uso di espressioni che le imputano stati d’animo, intenzioni e ostilità mai espresse né desumibili dalle relazioni professionali; idonee a integrare, in astratto, gli estremi di una diffamazione a mezzo stampa, oltre che di un trattamento di dati personali inesatti ai sensi della normativa in materia di protezione dei dati personali. Per contro, risulta documentalmente che la dott.ssa D’Angelo: non ha mai presentato denunce nei confronti degli avvocati, avendo unicamente redatto una relazione di servizio interna sui fatti del 06.03.2026, in adempimento dei propri doveri di pubblico ufficiale; è intervenuta esclusivamente su incarico della Procura e del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, a seguito di segnalazione per l’episodio di intossicazione da funghi, e non per iniziativa personale; non ha alcun potere di “cacciare” la madre né di disporre la sospensione della responsabilità genitoriale, trattandosi di provvedimenti di esclusiva competenza del Tribunale per i minorenni, che valuta autonomamente le informazioni ricevute; ha regolarmente allegato alla relazione di aggiornamento del 14.10.2025 il certificato di idoneità scolastica prodotto, trasmesso al Tribunale; ha allegato il libretto vaccinale dei minori e non ha mai ricevuto alcuna formale comunicazione relativa a un diverso “alloggio sicuro”; non ha mai utilizzato, in alcuna relazione o dichiarazione, le espressioni emotive che le vengono attribuite (“rabbia”, “scandalo”, “indignazione”, “persecuzione” ecc.); non ha mai espresso, in atti o dichiarazioni, ostilità verso la madre o verso gli avvocati; i colloqui con il padre dei minori rientrano nella fisiologica attività del servizio sociale, di natura amministrativo-professionale, e non costituiscono atti processuali nei quali sia prevista la partecipazione dei difensori. Tanto premesso, ai sensi della disciplina sulla rettifica delle notizie di stampa e dei diritti dell’interessato in materia di protezione dei dati personali, nonché a titolo di formale diffida, la S.V. è invitata e diffidata a: pubblicare integralmente, nel primo numero utile del quotidiano il Centro e con adeguato rilievo grafico e posizionamento, il testo di rettifica che si allega alla presente, intitolato “Rettifica dell’Avv. Alessio Bevilacqua, difensore dell’assistente sociale dott.ssa Veruska D’Angelo”; procedere alla correzione e aggiornamento degli archivi, cartacei e digitali, relativi all’articolo “Veruska, i legali denunciati e il lupo della favola di Fedro”, in modo da eliminare o rettificare le informazioni inesatte riferite alla mia assistita; astenersi dal reiterare in futuro le medesime affermazioni o altre analoghe, ugualmente lesive dei diritti e della reputazione della dott.ssa D’Angelo. La presente vale anche quale esercizio del diritto di rettifica dei dati personali inesatti trattati dalla Vostra testata. In attesa di un riscontro concreto e della pubblicazione della rettifica nei termini di legge, mi riservo, su espresso mandato della mia assistita, a: adire le competenti sedi civili per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, patrimoniali e non patrimoniali; valutare la proposizione di querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei responsabili, ivi incluso il giornalista Luca Telese e gli altri eventuali soggetti coinvolti; presentare reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali per il trattamento di dati inesatti e per l’eventuale mancato esercizio del diritto di rettifica. La presente costituisce pertanto formale messa in mora e diffida a tutti gli effetti di legge. In attesa di un sollecito e puntuale riscontro, porgo distinti saluti. (* Avvocato)
