1 ottobre

Oggi, ma nel 1994, a Messina, nel centro neurochirurgico del Policlinico "Gaetano Martino", si spegneva Nicholas Green, americano di San Francisco di 7 anni colpito alla testa da un proiettile calibro 9 il 29 settembre, mentre dormiva sul sedile posteriore dell’Autobianchi Y10 guidata dal padre Reginald, ovvero “Reg”, britannico di 65, assaltata sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, all’altezza dell’uscita per Soriano Calabro, presumibilmente da Michele Iannello, di 27, con l’appoggio di Francesco Mesiano, di 22, entrambi di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, verosimilmente affiliati alla ‘Ndrangheta. C'era stato un errore nell'individuare la vettura, confusa con quella di un gioielliere locale. A bordo dell’utilitaria presa a noleggio a Roma e diretta a Palermo, invece, c’erano turisti reduci dalla visita all'area archeologica di Paestum in quel di Capaccio.
Vi era anche la madre del malcapitato bambino, la statunitense Margareth Sherard, detta “Maggie”, di 33, titolare col marito della casa editrice Green di Bodega Bay, e la sorella minore Eleanor, di 4. La scelta dei genitori della giovane vittima della criminalità organizzata calabrese di far espiantare gli organi del figlio migliorerà sensibilmente sette esistenze in lista d’attesa. E darà impulso al cosiddetto “Effetto Nicholas”: ovvero il balzo in avanti del 25 per cento, entro il 31 dicembre 1995, nel Belpaese -ritenuto piuttosto arretrato a livello planetario nella consapevolezza etica- nella scelta delle donazioni salva vita (nella foto, particolare, la campagna dell’Aido, l’Associazione italiana donatori di organi, per il lancio del documentario, di Carmen Vogani e Lorenzo Avola, in onda su Rai 2, alle 21.20, il 27 giugno 2025, in occasione del 30° anniversario dalla morte del piccolo Green).
Iannello e Mesiano continueranno a professare la loro innocenza. Per la precisione Iannello, il 29 settembre 2005, ufficializzerà la responsabilità, tutta da verificare, del fratello maggiore Giuseppe quale esecutore materiale del delitto facendo riferimento a rivelazioni retrodatate all’inizio di gennaio 2022. Ma verranno condannati, in via definitiva, il 13 aprile 1999, dopo il passaggio in Corte di cassazione, rispettivamente all’ergastolo e a 20 anni di reclusione, perché considerati l’esecutore materiale dell’omicidio e il fiancheggiatore.
