Gli scooter SH made in Atessa danno lo sprint alla Honda

La metà delle vendite del colosso giapponese arriva dai modelli prodotti nella Val di Sangro.
In 9 mesi il marchio segna oltre 74mila immatricolazioni: sono 35mila i veicoli d’Abruzzo
ATESSA
C’è anche un pezzo di Val di Sangro dietro la leadership di Honda nel mercato italiano delle due ruote. È la famiglia Sh, prodotta nello stabilimento Honda di Atessa, a rappresentare una delle colonne del successo del colosso giapponese che, nei primi nove mesi del 2026, segna per i modelli SH125i, SH150i e SH350i 35.254 immatricolazioni in totale. Numeri che contribuiscono a spingere Honda al vertice del mercato italiano con 74.155 unità vendute e una quota del 23,7% al 30 settembre. Un risultato che vale il primo posto sia nel comparto moto sia in quello degli scooter.
Honda ha infatti immatricolato 16.142 moto, conquistando il 13,4% del mercato, e ben 58.013 scooter, con una quota superiore al 30%. Una leadership costruita su una gamma estremamente articolata, ma nella quale il polo produttivo di Atessa occupa un posto particolarmente significativo. La famiglia Sh, ormai una presenza consolidata sulle strade italiane, conferma così la forza di un prodotto che ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento della mobilità urbana. SH125i, SH150i e SH350i guidano infatti i rispettivi segmenti. Il 125 ha raggiunto 16.658 immatricolazioni, con un vantaggio di oltre 10.300 unità sul secondo modello della categoria. L’SH150i è arrivato a 8.465 unità, mentre l’SH350i ha superato quota 10 mila, attestandosi a 10.131. A questi numeri si aggiungono i 4.025 SH Mode 125, portando ancora più in alto il peso della famiglia nel mercato italiano.
Il dato è ancora più significativo se osservato sul medio periodo. Rispetto alle 29.045 unità registrate nel 2024, la famiglia SH ha guadagnato oltre 6.200 immatricolazioni in due anni, con una crescita superiore al 21%. Un andamento che racconta non soltanto la popolarità del modello, ma anche la capacità produttiva e industriale legata a uno stabilimento, quello di Atessa, che da anni rappresenta un punto di riferimento per Honda in Europa.
La leadership del marchio, però, non si esaurisce negli scooter. Nei primi nove mesi del 2026 Honda ha consolidato la propria posizione anche nel mondo delle moto, con 16.142 immatricolazioni. A trascinare il comparto è soprattutto l’area Adventure, dove la Transalp ha raggiunto 2.619 unità, conquistando il primo posto nel segmento Mid On-Off con oltre 450 moto di vantaggio sulla seconda classificata.
Ancora più marcata la crescita della Africa Twin che, con 2.846 immatricolazioni, ha registrato un incremento del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Insieme, Transalp e Africa Twin hanno totalizzato 5.465 unità, confermando il peso della proposta Honda nel mondo delle moto da viaggio e avventura. La gamma continua poi a coprire praticamente ogni esigenza: dalla Touring con NT1100, che ha raggiunto 469 immatricolazioni, alla nuova CB1000GT, arrivata già a 232 unità nei primi nove mesi, con 90 immatricolazioni nel solo settembre. Segnali incoraggianti per la nuova Sport Tourer del marchio. Sul fronte sportivo spicca invece la CBR600RR, che con 611 immatricolazioni ha più che raddoppiato i volumi rispetto al 2025, segnando un +127%. La GB350S si è fermata a 1.415 unità, mentre NC750X e CB750 Hornet hanno raggiunto rispettivamente 1.839 e 1.116 immatricolazioni. E poi c'è X-ADV, uno dei modelli simbolo della capacità Honda di inventare nuove categorie. Con 5.885 immatricolazioni, il crossover si conferma leader del segmento, con quasi 1.200 unità di vantaggio sul secondo classificato. Una posizione mantenuta anche nel 2024 e nel 2025, a conferma di una leadership ormai strutturale. Al suo fianco ADV350 ha raggiunto 5.396 unità.
Rispetto alle 63.465 immatricolazioni registrate da Honda all’inizio di ottobre 2024, oggi il marchio è arrivato a oltre 74mila unità con circa 10.700 in più in due anni, pari a una crescita vicina al 17%. Una corsa nella quale Atessa continua ad avere un ruolo concreto. E mentre Honda consolida la propria leadership sulle strade italiane, la fabbrica della Val di Sangro si conferma parte di una filiera industriale che porta il nome dell’Abruzzo ben oltre i confini regionali.

