I Cinque Stelle al Pd: «Pronti a lavorare insieme, ma niente premio di coalizione»

8 Maggio 2017

Di Maio risponde all'appello di Renzi, Richetta: «Se fanno sul serio intesa in tempi rapidi». Brunetta: siamo a carissimo amico

Sulla legge elettorale prove di apertura tra Cinque Stelle e Pd. E' stato il M5S ad aprire il dialogo con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che ha risposto all'invito lanciato ieri dal segretario dem Matteo Renzi alle opposizioni:  «In questo momento vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il Pd, e lo vogliamo fare per due ragioni - ha detto Di Maio in un'intervista rilasciata a Rtl.  «C'è stato l'appello di Mattarella che chiede di fare una legge elettorale in modo che ci sia chiarezza sul risultato dopo le prossime elezioni, e poi il paese è in grave crisi e non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali inciuci ed eventuali grandi ammucchiate, per questo abbiamo fatto una proposta a Renzi e al Pd".

Grillo e i 5 stelle ribadiscono di voler partire dal Legalicum, il testo uscito dalla sentenza della Consulta sull'Italicum, ma sono disposti a discutere di eventuali correzioni  «nell'ottica della governabilità, che significa che uno vince le elezioni e può realizzare un programma elettorale. L'unica cosa che io non toccherei - premette Di Maio - è il premio alla lista, perchè se cominciamo a fare il premio alla coalizione finiamo per fare come Prodi con Mastella o Berlusconi con Fini".  E' Matteo Richetti, uomo del Pd vicino al segretario Renzi sul tema della legge elettorale, ad accogliere a braccia aperte la proposta di Di Maio: «Se Di Maio e il M5S fanno sul serio e sono pronti ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una legge elettorale condivisa, è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa. L'importante è che l'impostazione, anche per le liste, conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da "proporzionale" e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini. Su questo siamo pronti ad un lavoro responsabile e proficuo».

Molto critica la posizione di Forza Italia, che interviene per bocca del capogruppo Brunetta:  «Chiediamo ancora che il Pd scenda dal pero. In Commissione Affari costituzionali alla Camera ci sono nove progetti di legge presentati da esponenti del Partito democratico, Renzi dice tutto e il contrario di tutto. Speriamo che da domani, con l'istruttoria che sta svolgendo il presidente della Commissione Mazziotti di Celso i gruppi parlamentari possano cominciare a dire, a partire dal Pd, cosa vogliono. E poi, sulla base di questo costruire il testo base». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio, ha quindi proseguito: «Il problema centrale è il Pd, finora non ha detto assolutamente nulla, non ha detto cosa vuole per la legge elettorale. Che il Pd scenda dal pero. Una volta sceso dal pero, essendo il gruppo di maggioranza relativa si può ragionare. Finché questo non succede siamo ancora a carissimo amico», ha concluso.