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21 settembre

21 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1992, a None, in provincia di Torino, al civico 121 di via Roma, venivano rinvenuti dai carabinieri della compagnia di Pinerolo i resti di Graziano Bauso, di 45 anni, disoccupato, originario di Enna, fatto fuori dai familiari l’8 agosto 1991 con un’overdose d’eroina praticata da Romilda Odin, tossicodipendente di 23 anni di Luserna San Giovanni, che era poi stato rinchiuso nel freezer e quindi seppellito nel magazzino adiacente la cascina dopo essere stato "trattato" con l’acido muriatico per coprire il cattivo odore. L’omicidio (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano del capoluogo piemontese “La Stampa”, del 22 settembre di quel 1992, a firma di Gigi Padovani), materialmente posto in essere dalla Odin, amica della figlia della vittima Franca Maria Bauso, di 20, cameriera saltuaria nella birreria pinerolese “Dundee”, era avvenuto su indicazione di moglie, Grazia Fichera, di 43, anche lei ennese, operaia nello stabilimento Fiat di Rivalta, e figlia del malcapitato.

Il fattaccio era avvenuto per liberarsi del padre e marito violento e dispotico. Il delitto, messo a segno dopo aver sedato l'uomo con delle pastiglie di Roipnol sciolte nella minestra, destava enorme clamore mediatico. Soprattutto per il piano diabolico maturato tra le mura domestiche. Dopo l’esecuzione gli improvvisati assassini avevano fatto circolare la voce che "il despota" fosse fuggito in Brasile con l’amante. La Odin, rifugiatasi in Spagna, otterrà 18 milioni di lire più una Citroen da 12 milioni in 10 mesi: minacciando Franca Maria e Grazia di spifferare la verità. Ma ad allarmare le forze dell'ordine era stato un altro drogato, Marcello Fornerone, di 27, di San Secondo di Pinerolo, sodale della Odin, che pretendeva la sua parte, 4 milioni, per tacere. A quest’ultimo era stato anche assegnato il compito di disfarsi del congelatore col cadavere, delicata “pratica” che sarebbe dovuta avvenire il 22 settembre.

Operazione necessaria per poter mettere in vendita l’abitazione. Ma gli esponenti dell’Arma, seguendo banali affari di spaccio di stupefacenti del circondario, avevano intercettato le conversazioni telefoniche inerenti il losco accordo tra Marcello e Grazia e sono piombati proprio il giorno prima, 21 settembre. Il 15 ottobre 1993 Franca Maria Bauso e Grazia Fichera, ree confesse, verranno condannate, in secondo grado, a 14 anni di reclusione. E, il 13 maggio 1996, la Odin, in appello, avrà 17 anni di carcere. Ma uscirà dall’ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere anzitempo, in applicazione dell’indulto previsto dalla legge 241 del 31 luglio 2006.