22 settembre

Oggi, ma nel 1907, a Riva Trigoso di Sestri Levante, in provincia di Genova, nel cantiere navale della compagnia di navigazione civile genovese Lloyd italiano, naufragava, per cedimento strutturale dell’avanscalo ed errore nel calcolo delle casse di zavorra rispetto al baricentro eccessivamente innalzato, in fase di varo il transatlantico “Principessa Jolanda” destinato, insieme alla nave gemella “Principessa Mafalda”, che entrerà in servizio il 20 marzo 1909, a coprire le rotte intercontinentali verso le Americhe. La “Jolanda” era stata chiamata così in onore della primogenita del re sabaudo Vittorio Emanuele II e della regina Elena del Montenegro, nata a Roma l’1 giugno 1901. L’imbarcazione di lusso a lei dedicata era lunga 146 metri, larga 16,8, pescaggio di 8, stazza lorda di 9.210 tonnellate.
Dopo il battage pubblicitario che puntava specialmente sull’elevata qualità costruttiva di quello che sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della società fondata dal senatore della Città della lanterna Erasmo Piaggio tre anni prima, il bastimento prendeva ad inclinarsi “a babordo” per poi inabissarsi completamente (nella foto, particolare, dall’archivio iconografico dell’agenzia Bozzo di Camogli, tecnici al lavoro sulla “dritta”). Tra l’altro le manovre di recupero del relitto saranno particolarmente difficoltose e alla fine i sommozzatori e i palombari riusciranno a salvare solo una minima parte dei preziosi allestimenti, oltremodo non ancora ultimati. A pieno regime avrebbe dovuto trasportare 1580 imbarcati tra i 300 componenti dell’equipaggio e i 1280 passeggeri ripartiti tra i 180 di prima classe, i 150 di seconda e i restanti 950 di terza.
Anche il piroscafo speculare intitolato alla principessa savoiarda Mafalda - secondogenita di “Curtatone e Montanara”, venuta al mondo il 19 novembre 1902, sempre nella Capitale, e che perirà nel campo di sterminio nazista di Buchenwald a 42 anni, il 28 agosto 1944 - non avrà destino fortunato. Nonostante gli ulteriori accorgimenti posti in essere per rendere il natante transoceanico più sicuro basandosi sull’errore occorso con la “Jolanda”. Colerà a picco, il 25 ottobre 1927, davanti alla costa del Brasile, per la rottura accidentale dell’asse di una delle due eliche: causando 360 vittime.
@RIPRODUZIONE RISERVATA
