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25 settembre

25 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1949, a Brno, in Cecoslovacchia, nel circuito di Masaryk, il britannico Peter “Pat” Whitehead, di 35 anni, su Ferrari 125 F1 “privata”, nella singolare livrea verde e in allestimento “Thin wall”, ovvero a carrozzeria alleggerita, s’aggiudicava l’ottava edizione del Gran premio fondato nel 1934. Benché il cimento non fosse ancora valido per il mondiale di Formula 1 aprirà al driver di Menstone le porte per la partecipazione al campionato iridato successivo, quello del 1950, con la monoposto acquistata direttamente dal fondatore della casa automobilistica col simbolo del cavallino rampante grazie alle ingenti risorse economiche di famiglia. Sarà il primo caso nel quale il "Drake" darà il via libera alla partecipazione in forma ufficiosa nella massima divisione motoristica a quattro ruote alla prima vettura da gara uscita dall’officina di Maranello.

Nascerà così il mito della “Rossa” in color bottiglia. Per la precisione il mezzo era un muletto, inizialmente a disposizione di Alberto Ascari e di Luigi Villoresi, campioni della scuderia Ferrari, che poi sarà venduta nel 1951 a Tony Vandervell, il fondatore della squadra corse londinese Vanwall. Team che sarà contraddistinto proprio dal Brg, acronimo di British racing green, tonalità che affondava le radici nella quarta Gordon Bennett cup, del 2 luglio 1903, disputata a County Carlow, in Irlanda. Il bolide in questione, oltre che da Whitehead, sarà guidato anche dall’Uk Reginald “Reg” Parnell e dall’argentino José Froilán Gonzales. Poi verrà ceduto a Frederick “Tom” Wheatcroft e in seconda battuta a Bernie Ecclestone (nella foto, particolare, dal portfolio dell’esperto di supercar d’epoca Tom Hartley junior).

La 125 F1, la prima monoposto costruita dalla Ferrari, aveva motore da 12 cilindri da 1500 centimetri cubi sovralimentato con compressore americano Roots monostadio. Era dotata di telaio realizzato dalla Gilco di Gilberto Colombo. Lo sviluppo era avvenuto su progetto di Gioacchino Colombo, allievo di Vittorio Jano, che era transitato temporaneamente dall’Alfa Romeo, fucina di innovazioni nella quale era entrato nel ‘24 e dove tornerà nel ’50. La 125 F1, ancora chiamata Gpc, ossia Gran premio compressore, aveva debuttato, in forma “dimostrativa”, a Torino, nel Parco del Valentino, il 5 settembre 1948, in occasione del Gran premio d’Italia, col transalpino Raymond Sommer al volante. Ma più “seriamente” sfreccerà nel Gran premio di Monaco, il 21 maggio 1950, sul circuito di Monte Carlo, proprio in quadrupla versione. Infatti tre auto saranno ufficiali -una per Villoresi, una per Ascari e una per Sommer- e la quarta, privata, sarà proprio quella di Whitehead.