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27 settembre

27 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1804, nel territorio comunale di Stelvio, alle 10, Joseph Pichler, detto “Pseyrer Josele”, cacciatore di camosci originario di San Leonardo in Passiria, di 39 anni, conquistava per la prima volta la vetta del monte Ortles, di 3.905 metri sul livello del mare, la cima più alta del Trentino-Alto Adige, ma in quel frangente la più maestosa sommità dell’impero asburgico. Scortato da due accompagnatori, era partito a mezzanotte dal santuario delle Tre fontane sacre, in quel di Trafoi, a quota 1.607 metri. Ingaggiato da Johannes Nepomuk Gebhard, botanico salisburghese, ufficiale topografo delle truppe alpine, aveva risalito la Malga Bergl, le Hinteren Wandln, ed era passato per il Colatoio rosso. Alle 20 sarà ridisceso.

Battendo sul tempo Gebhard, che dal 30 agosto era a Castel Coira a Sluderno (nella foto, particolare, il dipinto, in stile “Kammermaler” alla Johann Kniepp o Thomas Ender, commemorativo dell’impresa di Pichler, custodito nel cortile interno dello “Schloss Churburg”) cimentandosi in tentativi fallimentari. Il militare era stato allettato dalla ricompensa messa in palio dall’arciduca Giovanni d’Asburgo-Lorena, fratello dell’imperatore Francesco II, riservata a chi avesse violato la punta della principale altura tirolese scovata valicando il Passo di Resia. Risultato che aveva anche finalità pratiche: non essendo ancora stata realizzata l’opera viaria che diverrà la strada statale numero 38 dello Stilfser Joch, salendo a 2758 metri, datata 1825, prezioso collegamento tra la Valtellina e la Val Venosta.

Che risulterà il più alto valico automobilistico del Belpaese. Pichler verrà ricordato anche dall’obelisco in pietra che verrà eretto, a ridosso del ristoro “Weißer knott”, dall’Oesterreichischen Alpen club, nel 1884, in concomitanza con la ricorrenza dell’80° anniversario del primato. Poi, il 28 agosto 1805, Pichler affronterà l’Ortles, che sulle mappe redatte a Vienna era ancora indicato come Ortler, portando sul duomo di ghiaccio anche Gebhard: che isserà la bandiera di lino in maniera tale da essere ben visibile anche da chi, nel fondovalle, sarà ancora incredulo dell'obiettivo messo a segno.