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28 settembre

28 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1978, a Roma, davanti al civico 361 di via Appia nuova, fuori dalla sede del Partito comunista dell’Alberone, veniva assassinato da due esponenti dei Nuclei armati rivoluzionari il simpatizzante comunista Ivo Zini, di 24 anni, neolaureato in Scienze politiche, il cui omicidio, che avveniva nel contesto capitolino degli anni di piombo, rimarrà senza un colpevole assicurato alla giustizia. Il malcapitato veniva raggiunto al petto da due dei quattro colpi esplosi dai neofascisti mentre era intento a leggere recensioni cinematografiche e a controllare la programmazione dei film proiettati nelle sale dell’Urbe sulla copia del giorno del giornale del Pci “l’Unità” affissa in bacheca.

Era insieme ai sodali Luciano Ludovisi, di 30, che rimaneva illeso, e a Vincenzo De Blasio, di 28, che rimaneva ferito alla gamba sinistra, ma che riuscirà a farcela dopo l’operazione di sutura dell’arteria femorale. La vittima, romana, del 1953, in procinto d’andare in Francia a vendemmiare in attesa di trovare un’occupazione stabile, spirava nell’ospedale San Giovanni (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa”, del 30 settembre 1978, a firma di Silvana Mazzocchi). La rivendicazione dell’assalto armato arriverà mediante telefonata anonima alla redazione centrale del “Messaggero”.

Due giorni dopo l’attacco, effettuato a bordo d’una Vespa Piaggio bianca, verrà celebrata la prima ricorrenza dell’assassinio di Walter Rossi, militante romano di Lotta continua del 1957, avvenuto il 30 settembre dell’anno precedente, in via delle Medaglie d’oro, da parte di Alessandro Alibrandi con la complicità di Cristiano Fioravanti, rappresentanti cittadini di spicco del Fronte della gioventù, organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, poi nei Nar. Dopo la latitanza, al termine del tortuoso iter giudiziario che si protrarrà fino al 1989, il capitolino “Marione” Corsi, classe ‘58, componente del Gruppo Prati dei Nar, futuro conduttore radiofonico di spicco della Città eterna, verrà completamente e definitivamente assolto da ogni responsabilità per l’agguato letale a Zini. Il 15 ottobre di quel 1978 sul luogo del delitto, verrà scoperta la targa commemorativa con tanto di corteo antifascista.