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29 settembre

29 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1979, a Dublino, Papa Giovanni Paolo II, di 59 anni, era il primo pontefice a visitare l’Irlanda, nazione conflittualmente segnata soprattutto dalla rivalità tra cattolici e protestanti, particolarmente nel nord - una delle quattro nazioni costitutive del Regno unito dal 3 maggio 1921 - prima d’essere accolto, l’1 ottobre, dal presidente statunitense Jimmy Carter, alla Casa bianca a Washington. Il messaggio di netta condanna verso l’Irish republican army destava enorme clamore mediatico non solo a Londra, ma a livello planetario. Specialmente perché giungeva prima della sortita nella sede dell’Organizzazione delle nazioni unite a New York davanti al segretario generale, l’austriaco Kurt Waldheim. Il governo irlandese, guidato da Jack Lynch del Fianna Fáil, salutava l’arrivo del successore di San Pietro annunciando l’amnistia che l’1 ottobre rimetterà in libertà 76 detenuti non politici.

L’itinerario del Santo padre polacco Karol Wojtyła (nella foto, particolare, attorniato dai fedeli proprio nella città simbolo della Tigre celtica, dal quotidiano torinese “La Stampa” dell’1 ottobre di quel ‘79) prima di dirigersi negli States prevedeva anche d’officiare la messa a Galway, di recarsi a Drogheda per pronunciare il già menzionato spinoso intervento contro il terrorismo di matrice religiosa e di fermarsi in preghiera a Knock, la cosiddetta Lourdes irlandese della presunta apparizione mariana del 21 agosto 1879. I riferimenti di Sua santità - in carica da meno di un anno, per la precisione dal 22 ottobre 1978 - erano date precise. Giornate insanguinate dall’odio causato dal dirompente mix tra politica e credo.

Come la tristemente nota Bloody Sunday: l’eccidio del Bogside, del 30 gennaio 1972, avvenuto a Derry, messo a segno dai paracadutisti britannici, costato la vita a 14 civili. Come la meno conosciuta, ma altrettanto significativa sparatoria di Shankil road, a Belfast, del 7 settembre 1972, operata sempre dai baschi amaranto comandati dal colonnello Derek Wilford contro il quartier generale dell’Ulster defence association, l’organizzazione paramilitare lealista capeggiata da Charles Harding Smith, che aveva lasciato a terra esanimi due residenti. Come il famigerato massacro di Ballymurphy, occorso a Belfast, l’11 agosto 1971, sempre ad opera dei componenti scelti dell’1 Para dell’esercito della regina Elisabetta II, costato la vita a 11 cittadini.