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30 settembre

30 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1972, in tutta Italia, usciva per l’etichetta discografica romana Rca italiana, “Mu”, il primo album inciso in studio di Riccardo Cocciante, di 26 anni - riportato sulla copertina del disco ancora come “Richard” - 33 giri concept di musica sinfonica il cui titolo era ispirato alla leggenda dell’antico ipotetico continente, detto “Impero del sole”, misteriosamente scomparso nell’Oceano Pacifico risalente alle credenze Maya del Codice Troano, presumibilmente decifrato nel 1864 dall’abate fiammingo Charles Étienne Brasseur de Bourbourg. Opera poi fatta conoscere al grande pubblico dal colonnello dell’esercito britannico in congedo James Churchward. La copertina del vinile (nella foto, particolare) era un vero e proprio artwork, realizzato dallo studio capitolino di grafica Up&Down, guidato da Francesco Logoluso.

Ai testi aveva lavorato Amerigo Paolo Cassella mentre alle basi Marco Luberti, insieme allo stesso Cocciante. Il disco era stato registrato di notte, 15 per la precisione, nello studio B della Rca, nella Città eterna, perché di giorno la disponibilità era stata già tutta prenotata per autori di maggiore popolarità. Tra i musicisti selezionati per impreziosire il debutto figurava anche il polistrumentista di Bruxelles Joel Vandroogenbroeck, leader del gruppo internazionale di rock progressivo con base in Svizzera Brainticket, che suonava il flauto dolce e la m’bira. Nel tempo “Mu” entrerà nelle storie a fumetti come quella Disney “Topolino e l’enigma di Mu”, del ’79, in quelle di Zagor e di Martin Mystère, della Sergio Bonelli editore. Nei videogiochi come in “Ducktales”, per Gameboy e in “Mu online”, di WebZen.

Nei romanzi come in “Vizio di Forma”, dello statunitense Thomas Pynchon, del 2009 per i tipi editoriali della Penguin, e nel ciclo di Chtulhu, di Howard Phillips Lovecraft. Nella musica, già nel ’69, il trombettista Don Cherry aveva dedicato il suo doppio Long playng a “Mu”. Con padre abruzzese, originario di Rocca di Mezzo, in provincia dell’Aquila, l’artista riccioluto nato a Saigon, nell’Indocina francese, nel 1946, aveva già pubblicato con la Rca, nel 1968, come Riccardo Conte, il singolo “So di una donna/Due come noi”, con testi del fratello Loic Cocciante. Poi, nel 1971, aveva rilasciato il 45 giri “Down memory lane/Rhythm”. Ma entrambi i tentativi iniziali da solista -realizzati dopo aver fatto parte dei complessi The Nations e GL6- pubblicati dalla Delta, sempre della Città eterna, di Paolo Dossena e Mario Simone, avevano riscosso poco interesse da parte del pubblico.