9 ottobre

Oggi, ma nel 1982, a Roma, in via del Tempio, cinque terroristi palestinesi del consiglio rivoluzionario di al-Fatah di Abu Nidal, presumibilmente guidati da Osama Abdel Al Zomar, lanciavano tre bombe a mano dentro la sinagoga, affollata da 300 celebranti lo Shabbat e il Bar mitzvah di adolescenti della comunità ebraica capitolina, e sparavano col mitra uccidendo Stefano Gaj Taché, di 2 anni, ferendo gravemente il fratello Gadiel Gaj Taché, di 4. Altre 36 persone venivano raggiunte da schegge e proiettili. L’attentato (nella foto, particolare, la targa commemorativa nell’Urbe, inaugurata, il 7 ottobre 2007, alla presenza del sindaco Walter Veltroni, proprio a ridosso del luogo del fattaccio) veniva messo a segno a quattro mesi dallo scoppio della guerra del Libano avvenuto, il 6 luglio precedente, con l’invasione della parte meridionale da parte delle forze armate israeliane.
L'8 ottobre 1981, sempre nella Città eterna, all'Hotel Flora, era stato assassinato con una bomba, da referenti del Mossad, Majed Abu Shara, attivista palestinese. Quello al Tempio maggiore rimarrà l’atto antisemita più duro attuato nel Belpaese. L’episodio, che destava norme clamore a livello internazionale, verrà raccontato da Arturo Marzano e Guri Schwarz nel libro “Attentato alla sinagoga: Roma, 9 ottobre 1982: il conflitto israelo-palestinese e l'Italia”, che sarà dato alle stampe dall’editore romano Viella, nel 2013. Poi anche Gadiel Gaj Taché rievocherà la sua triste esperienza nel volume “Il silenzio che urla”, che sarà pubblicato dalla casa editrice Giuntina, di Firenze, nel 2022. Il 20 settembre 2025, in Cisgiordania, verrà preso Hicham Harb, alias “Mahmoud Khader Abed Adra”, di 70 anni, verosimilmente ritenuto l'ideatore dell’agguato del 9 ottobre ’82.
