È caccia ai due rapinatori travestiti da imbianchini

San Vito. I carabinieri cercano testimonianze utili a individuare i banditi Nell’ufficio postale svaligiato alla Marina trovati arnesi in ferro e un cric
SAN VITO. Due arnesi in ferro simili a piedi di porco, utili per bucare il muro, e un cric: è il materiale trovato lunedì, dai carabinieri della compagnia di Ortona, nel locale caldaia usato dai ladri per accedere all’ufficio postale di San Vito marina e compiere la rapina. I militari, guidati dal maggiore Roberto Ragucci, continuano le indagini sul colpo che due malviventi travestiti da imbianchini hanno messo a segno nell’ufficio postale vicino alla chiesa della Madonna del Porto e che ha fruttato loro 21.000 euro. A parte il direttore, preso in ostaggio dai malviventi, non ci sarebbero altri testimoni. Il ritrovamento degli arnesi, quindi, è un elemento utile alle indagini, di cui è informata il procuratore capo Mirvana Di Serio.
Nella notte tra domenica e lunedì i banditi si sono introdotti in un locale di servizio sotto l’ufficio postale. Con gli arnesi ritrovati, e forse anche aiutati da trapani e martelli, hanno sfondato il solaio e sono sbucati al piano superiore, direttamente nel bagno delle Poste, l’unica stanza a non avere l’allarme. Poi hanno atteso l’arrivo del direttore. Quando, appena entrato, ha tolto l’allarme i ladri sono sbucati dal bagno e hanno intimato al direttore, puntandogli un coltello alla gola, di aprire la cassaforte. I due malviventi erano camuffati da imbianchini, per non dare nell’occhio mentre portavano gli attrezzi usati per sfondare il pavimento del bagno, e avevano il cappuccio sceso sul volto. Quindi a parte altezza e corporatura e il parlare in italiano come precisato dal direttore -molto scosso anche perché è la terza rapina che subisce- i carabinieri non hanno molti elementi su cui lavorare. Ma possono essere d’aiuto i cittadini. Magari qualcuno ha visto passare i due finti imbianchini, che dopo la rapina sono fuggiti a piedi, o li ha visti mentre salivano sull’auto che sicuramente li attendeva in qualche punto non molto lontano dall’ufficio postale. Possono essere d’aiuto le riprese di telecamere di abitazioni e locali vicini.
Proprio la questione telecamere è stata tirata in ballo in paese dopo l’ennesima rapina. La vecchia giunta Catenaro aveva fatto un progetto di massima per la videosorveglianza, ma è rimasto sulla carta. «Abbiamo una stretta collaborazione con le forze di polizia», commenta il sindaco Emiliano Bozzelli, «che danno una risposta immediata sul territorio, colpito soprattutto dai furti nelle case. Sulla videosorveglianza c’è da lavorare e soprattutto servono fondi, che dovrebbero arrivare dalla Regione». Un progetto complesso da realizzare quello della videosorveglianza visto che San Vito comprende la zona del paese, della Marina e di Sant’Apollinare.(t.d.r.)
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