È lite sull’incarico agli avvocati «A Chieti non siamo di serie B»

19 Aprile 2023

Il Comune ha affidato a uno studio legale di Roma e Milano la difesa davanti alla Corte dei Conti Esplode la contestazione delle toghe teatine: «È una mancanza di rispetto per il nostro Foro»

CHIETI. La parcella dello studio legale Brancadoro-Mirabile da 9.000 euro (7.000 per il compenso dei due avvocati, chiamati a supportare il Comune nell’udienza di domani in Corte dei conti sul piano anti dissesto, più altri 2.000 euro di spese generali e Iva) apre un nuovo scontro con l’opposizione e con il Foro di Chieti. La pubblicazione della determina, ieri mattina, con l’indicazione delle somme impegnate per la consulenza esterna ha come primo contraccolpo la presentazione di una segnalazione all’ordine degli avvocati «affinché prenda posizione avverso lo svilimento della professionalità degli iscritti al nostro antico e nobile Foro».
A protocollare il documento è l’avvocato Gianpaolo Lufrano, che punta il dito contro la decisione dell’amministrazione del sindaco Diego Ferrara di affidare l’importante incarico esterno all’associazione professionale che assiste le maggiori realtà bancarie, societarie e amministrative in Italia, che ha sedi a Roma e Milano. «Tale comportamento si traduce in una forte mancanza di rispetto verso i colleghi iscritti al nostro foro», sottolinea Lufrano, «leggo che lo studio affidatario sarebbe uno studio prestigioso; gli studi locali iscritti al nostro Foro sono, dunque, trattati come studi di serie B; si cercano studi in grado di assistere l’Ente di fronte alla magistratura contabile, come se i nostri non abbiano tali capacità. Ebbene il ragionamento che ha indotto l’ente ad affidarsi a studi di fuori città si traduce in una mancanza di rispetto e considerazione per il nostro Foro, che va ad aggiungersi alla incontrovertibile depressione del nostro tessuto economico e sociale».
I legali Gianluca Brancadoro e Carlo Mirabile hanno già presentato, in nome e per conto del Comune, l’istanza di differimento dell’adunanza generale della Corte dei conti, già fissata per domani alle 11 all’Aquila per esaminare il piano di riequilibrio pluriennale. La risposta ufficiale è attesa in queste ore. I due avvocati dovranno anche revisionare le controdeduzioni difensive ai rilievi mossi dal magistrato istruttore, memorie già redatte dagli uffici, e soprattutto sono chiamati ad assistere l’Ente nell’udienza pubblica davanti ai giudici contabili. La spesa «a forfait» è attinta dal capitolo di bilancio relativo alle spese per liti e arbitraggi.
Sulla questione, rincara la dose anche la consigliera comunale Serena Pompilio (Azione politica), che adesso chiede l’intervento del presidente dell’Ordine degli avvocati Goffredo Tatozzi «affinché ci siano opportuni provvedimenti a tutela della classe forense locale, svilita dai continui e sistematici ricorsi ad affidi esterni senza benché minimamente considerare le professionalità indiscusse del nostro ordine professionale di appartenenza». «Dopo gli incarichi per circa 350mila euro conferiti dalla Teateservizi per il concordato che non hanno visto nessuna scelta ricadere su professionisti di Chieti», rimarca Pompilio, «ora l’ennesima beffa. Perché in un comune in gravissime difficoltà economiche vengono determinati 9.000 euro per un’attività che poteva essere svolta tranquillamente dai legali dell’ente che hanno coopartecipato alla stesura delle controdeduzioni? Perché chiedere un differimento alla Corte dei conti se si era parlato di collaborazione?».
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