È morto il nonno massacrato dal nipote Il 15enne era in attesa di cure da aprile

Il Tribunale dei minorenni lo aveva affidato ai Servizi sociali del posto per il collocamento in una struttura terapeutica Il giovane, che ha postato l’orrore su Whatsapp, è accusato di omicidio volontario aggravato: domani c’è l’interrogatorio
BUCCHIANICO. Non è sopravvissuto alla scarica di calci e pugni, ai colpi inferti con due sedie e un aspirapolvere in un crescendo di violenza fuori controllo ripreso con il telefonino – come in un film horror trasmesso in diretta – da chi gli stava strappando la vita. Guido Rodolfo Sulpizio, 78 anni di Bucchianico, massacrato dal nipote 15enne con problemi psichiatrici, ha lottato contro la morte per quasi 13 ore, ma alla fine ha dovuto soccombere. Il cuore dell’anziano ha smesso di battere la scorsa notte, poco dopo le quattro, all’ospedale di Pescara. Il giovane, arrestato dai carabinieri nei minuti successivi all’aggressione avvenuta in una casa di contrada Costa Cola e ricoverato nel reparto di Psichiatria del policlinico di Chieti, è ora accusato di omicidio volontario aggravato.
IL PROVVEDIMENTO DI APRILE
È una tragedia che poteva essere evitata? Le indagini dovranno fare chiarezza anche su questo aspetto. Di certo c’è che, lo scorso 14 aprile, ovvero quasi tre mesi prima del delitto, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva affidato il 15enne al Servizio sociale di Bucchianico, in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile, per una rivalutazione e il successivo collocamento in un’idonea struttura terapeutica a regime semi residenziale, se reperibile, oppure a regime residenziale. I giudici, infatti, alla luce dell’aggressività mostrata dal ragazzino, avevano ritenuto impossibile la gestione da parte dei nonni materni, ai quali era stato precedentemente affidato per il difficile contesto familiare in cui viveva. Al tempo stesso, il tribunale aveva disposto che gli incontri con i parenti stretti avvenissero in modalità protetta. Come tutore provvisorio era stato nominato il sindaco di Bucchianico e come curatore speciale un avvocato. Ma il ragazzino, fino al giorno dell’omicidio, ha continuato ad abitare con i nonni. E lo stesso giovane, in più occasioni, avrebbe chiesto notizie sul completamento della procedura.
L’INTERROGATORIO
Il 15enne, assistito dall’avvocato Roberto Di Loreto, comparirà domani mattina per l’udienza di convalida dell’arresto e l’interrogatorio davanti al giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila Cristina Tettamanti. Il pm che coordina le indagini dei carabinieri della stazione di Bucchianico e della compagnia di Chieti è Lorenzo Maria Destro. Nelle prossime ore sarà affidata l’autopsia.
LA RICOSTRUZIONE
Il giorno della tragedia, il ragazzo ha prima aggredito la nonna, che ha scaraventato a terra senza alcuna motivazione particolare. L’ipotesi è che a innescare tutto sia stato una sorta di raptus dovuto alla certificata patologia psichiatrica di cui il giovane soffre. Fatto sta che il nonno è intervenuto in difesa della moglie e il 15enne ha iniziato a colpirlo, ripetutamente e con violenza, al volto e allo sterno con un aspirapolvere e due sedie. Quando l’anziano è crollato sul pavimento, il nipote ha proseguito a prenderlo a calci e pugni. Mentre gli saltava addosso con i piedi, ha anche filmato la scena con lo smartphone e l’ha postata sullo stato di Whatsapp, visualizzabile da tutti coloro che avevano il suo numero di cellulare. La nonna, sotto choc e in lacrime, ha chiesto aiuto al 112. Subito dopo, il ragazzo si è chiuso nella sua camera da letto.
I SOCCORSI
Sul posto sono arrivati tempestivamente i militari dell’Arma e il 118. Il luogotenente Pietro Mangiapia, comandante della stazione dei carabinieri, ha convinto il giovane ad aprire la porta. Il timore era che il 15enne potesse mettere in atto gesti di autolesionismo. Già lo scorso ottobre, infatti, si era barricato in casa minacciando il suicidio, fino all’arrivo dei carabinieri e del 118. Una volta uscito dalla stanza, mentre il nonno veniva trasportato a sirene spiegate all’ospedale di Pescara, il giovane è stato trasferito al policlinico per una consulenza psichiatrica.
I SEQUESTRI
Il telefonino del ragazzo è stato sequestrato insieme ad alcuni indumenti e ad altri reperti, mentre i militari della sezione investigazioni scientifiche del reparto operativo hanno eseguito rilievi fotografici e ulteriori accertamenti nell’abitazione dove è avvenuta una tragedia così grande da varcare i confini della piccola Bucchianico e sconvolgere l’intero Abruzzo.

