A Lanciano arrivano più famiglie Aumentano i periodi di soggiorno

I visitatori sono principalmente americani, i polacchi sono quelli che restano meno tempo in città Negli ultimi tre mesi 420 accessi al centro informazioni di piazza D’Amico. Prolungata l’apertura
LANCIANO. Americani principalmente, ma anche polacchi, brasiliani, spagnoli, francesi, essenzialmente gruppi e famiglie. Se italiani, i turisti che scelgono di visitare Lanciano arrivano in modo più massiccio dal nord. È il ritratto degli utenti che in tre mesi si sono rivolti al Time, lo sportello di accoglienza turistica riaperto a giugno in piazza D’Amico. I dati si riferiscono fino alla fine di agosto. Da lunedì scorso ad affiancare Jessica Di Camillo, operatrice che parla fluentemente cinque lingue, ci sarà, per il momento fino a dicembre, anche Lorenza Federico, 22 anni, lancianese studentessa di lingue. Con lei l’orario di accoglienza si allungherà anche il lunedì e tutti i pomeriggi anche di sabato e di domenica fino alle 19. «L’obiettivo», spiega l’assessore al Turismo Danilo Ranieri, «è dare continuità a questo percorso. E monitorando la domanda, si capisce come strutturare l’offerta».
«Vogliamo professionalizzare sempre più questo servizio», interviene Gianlorenzo Molino, direttore della Dmc Terre del Sangro Aventino che partecipa, tramite una convenzione col Comune, alla gestione del punto informativo, «e far diventare Lanciano città turistica a tutti gli effetti». In tre mesi sono stati circa diecimila gli accessi al Time da 31 nazionalità diverse. Per il 54% si tratta di “escursionisti”, mentre per il 40% sono “turisti”, ovvero persone che restano anche a dormire. «Delle 420 registrazioni ufficiali registrate», spiega Ranieri, «circa la metà è rappresentata da gruppi che variano da un minimo di una ventina di persone a un massimo di 50, ecco il perché di questi numeri».
Come spiega Di Camillo gli arrivi in città si registrano tutti i giorni. Anche a Ferragosto, quando diversi gruppi, compresi qualche musicista impegnato nell’intrattenimento della giornata, si sono trovati con sole due attività di ristorazione aperte. «Collaboriamo molto con i privati», racconta ancora l’operatrice, «ad esempio B&b, ristoranti, self-service, bar, trattorie». «Invitiamo i portatori di interesse a contattare il Time e a presentare le proprie offerte», rimarca Ranieri, «magari allestendo menù turistici che sono richiestissimi». Il visitatore tipo è, per natura stessa della città, un pellegrino. Decine di gruppi al giorno arrivano nell’ancora incompleto terminal di piazza Memmo, per visitare il santuario del miracolo eucaristico. I più organizzati, ma anche quelli meno disposti agli acquisti e ad ascoltare ciò che offre il territorio in termini di attrazioni culturali o enogastronomiche, sono i polacchi. Arrivano, scendono, visitano, pregano e se ne vanno. I più interessati anche percorsi alternativi sono gli americani. Ma il turismo, secondo l’esperienza di Time, sta cambiando: «Arrivano sempre più famiglie», continua Di Camillo, «chi viene con mezzi propri è disposto a trattenersi un paio di giorni, al massimo cinque, per visitare anche montagna e costa». Sono una novantina i B&b registrati dalla Dmc: fino a due anni fa erano la metà. Molti devono mettersi in regola, ma la maggior parte lavora e lavora bene. È interessante scoprire anche che, dopo il miracolo, la seconda attrazione in città è il centro storico. Il percorso Lanciano sotterranea ha registrato numeri in netta crescita. Apprezzate anche cattedrale, San Biagio e Santa Maria Maggiore.
Tra le domande più frequenti c’è, subito dopo la classica «Cosa vedere in città?», «Dove mangiare?». Cosa che apre una riflessione sulla effettiva offerta cittadina destinata ai turisti (al momento scarsa, soprattutto nel centro storico). E tra le mancanze più eclatanti ci sono i collegamenti da e verso mare e montagna. «Abbiamo un trasporto incentrato soprattutto sul pendolarismo di studenti e lavoratori», conclude Molino, «bisogna assolutamente ragionare anche sul turismo».
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