Addio ad Aloè, l’avvocato che fondò Tele Maiella

CHIETI. Con la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Aloè si è perduto un altro pezzo della vecchia Chieti. L’avvocato Aloè, Peppino come lo chiamavano i tanti amici, non è stato solo, come lo ha...
CHIETI. Con la scomparsa dell’avvocato Giuseppe Aloè si è perduto un altro pezzo della vecchia Chieti. L’avvocato Aloè, Peppino come lo chiamavano i tanti amici, non è stato solo, come lo ha ricordato l'ordine degli avvocati, un «maestro ed esempio di limpidezza professionale», ma è sempre stato in prima linea quando si trattava di valorizzare l’antica Teate, la sua città e la sua gente, come anche quando c’era da scendere in campo per difenderla da attacchi esterni, senza mai fare sconti né alla politica né alle ideologie. È sempre stato un uomo libero. È stato tra i fondatori di Tele Maiella, insieme al compianto Guido Naddeo e a Gianfranco Rabottini, creando la cooperativa che diede vita alla prima tivù libera locale, poi diventata Tvl e infine Rete 8. Ricordo con commozione che fu lui a chiamarmi a dirigere quella emittente, fatta di pochi mezzi ma di tanta passione e voglia di dare qualcosa che mancava. La sede era nel garage dell’Aci, in via Valignani, dove si realizzavano telegiornali e programmi con sceneggiature fatte con poco, ma che ebbero grandi risultati di ascolto, ed anche premi nazionali, come il "Telegatto" assegnato per la messa in onda di “Venga a prendere un caffè da noi”. Si è spento a 88 anni e la notizia ha suscitato generale cordoglio nella città che ha perso uno dei suoi figli migliori.
Gino Di Tizio

