Addio all’architetto Liberatore, unì tutte le biblioteche provinciali

CHIETI. Entrò in Provincia nel 1988 e vi rimase sino alla pensione, attaccatissimo alle sorti dell’ente che curava con grande professionalità e attenzione. L’architetto Domenico Liberatore, più...
CHIETI. Entrò in Provincia nel 1988 e vi rimase sino alla pensione, attaccatissimo alle sorti dell’ente che curava con grande professionalità e attenzione. L’architetto Domenico Liberatore, più conosciuto come Mimmo, una delle colonne dell’amministrazione provinciale, è morto ieri, all’età di 78 anni, a causa di una malattia. Lascia la moglie Miria e i figli Emilia, Francesco e Giovanni. Quando lasciò il Comune per la Provincia, Liberatore entrò nella macchina amministrativa dell’ente con un incarico di supervisione su tutti i settori che volle affidargli l’allora presidente Arduino Roccioletti, eletto nel 1985.
Una visione d’insieme che l’architetto mantenne anche nei successivi incarichi, tanto è vero che, come ricorda il figlio Francesco, «quando c’era un qualsiasi problema, si ricorreva sempre a lui. È stato un papà straordinario», dice il figlio, «una di quelle persone che, come mi è stato detto in queste ore, si conoscono quando la vita vuole farti un regalo». Essendo architetto, Liberatore ha sempre mantenuto uno sguardo attento su tutte le grandi opere di edilizia scolastica e di viabilità condotte dalla Provincia. Ma una cosa a cui teneva particolarmente, essendo stata anche una sua creatura, è la nascita del Sistema bibliotecario provinciale, di cui è rimasto presidente emerito, che metteva in rete tutte le biblioteche del territorio.
«Portò la Provincia in Europa, a lui si deve uno dei progetti europei per cui l’Inghilterra invitò il nostro ente a rappresentare l'intera Italia». A ricordarlo con queste parole è un’altra delle colonne della Provincia, l’ex capo della ragioneria, ora in pensione, Rodolfo Rispoli. «A quell’epoca ci chiamavano la Falange macedone», ricorda Rispoli, «perché ci siamo occupati della riorganizzazione dell’ente, passando dal sistema “si è fatto sempre così”, al “si fa in maniera razionale e per il bene degli utenti”. Di questo gruppo hanno fatto parte anche l’ingegner Di Fulvio di Fara Filiorum Petri, l’ingegner Antonio Giangiulio di Chieti, il capo di gabinetto Pietrantonio Bozzi, l’ingegner Valentino Cardo di Chieti, l’ingegner Carlo Cristini e il dottor Francesco Lullo di Guardiagrele». A ricordarlo è anche l’ex presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio: «Lo conobbi fin dalla prima volta che fui eletto consigliere, capii subito che era persona affidabile e professionale». I funerali domani alle 11 alla Trinità. (a.i.)
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