Al voto tassa sui rifiuti e tariffe: «Aumenti e poca pianificazione»

27 Aprile 2024

Lunedì la seduta riservata anche all’approvazione del Documento unico di programmazione (Dup) L’opposizione incalza: rincari Tarsu di oltre il 14% rispetto al 2023 con ripercussioni nelle contrade

LANCIANO. Sono ancora una volta le categorie non domestiche quelle su cui si abbatteranno principalmente gli aumenti della Tari 2024. E la minoranza incalza: «Riduzioni previste solo per famiglie in abitazioni sotto i 120 metri quadri, per il resto la tassa sui rifiuti graverà sulle categorie già stangate lo scorso anno». L'approvazione delle tariffe della tassa rifiuti arriverà all'analisi e al voto del consiglio comunale lunedì, in seduta straordinaria di prima convocazione alle 18. Insieme alla Tari all'ordine del giorno ci sarà anche l'approvazione del Documento unico di programmazione (Dup). Come accaduto anche per il 2023, ci saranno degli aumenti, quest'anno legati anche agli adeguamenti della tariffa con l'inflazione imposto da Arera, l'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
L'amministrazione Paolini e gli uffici hanno lavorato sulla riduzione delle tariffe per abitazioni fino a sei occupanti e fino a 120 metri quadri di superficie. Ad esempio, una famiglia di 4 componenti pagherà 5,60% in un appartamento di 80 metri quadri e 3.24% in una casa da 100 metri quadri. «Gli aumenti più pesanti», accusa però Piero Cotellessa (Uniti X Lanciano), «riguardano le utenze domestiche con più metri quadri che vengono "bastonate" con aumenti fino ad oltre il 14% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta proprio di quello che l'amministrazione vanta come il proprio elettorato di riferimento, ovvero le contrade, dove in larghissima maggioranza si trovano abitazioni molto grandi, magari con magazzini altrettanto spaziosi, ma dove ormai risiedono solo anziani».
Altri aumenti sono stati concentrati soprattutto su categorie non domestiche e, come lo scorso anno, per le attività che sporcano di più come ospedale (+13,6%); mense, birrerie e hamburgerie (+9,6%); case di riposo e case di cura (+7,43%); musei, biblioteche, scuole, associazioni e luoghi di culto (+6,18%); cinema e teatri (+5,8%). Stangata su alcuni tipi di attività artigianali come parrucchieri, barbieri ed estetisti (+8,7%); ristoranti, birrerie e pub (+6,8%); bar, caffè e pasticcerie (+9,2%); edicole, farmacie, tabaccai e plurilicenze (+6,4%); falegnami, idraulici, fabbri e elettricisti (+7,31%); carrozzerie, autofficine, elettrauti (+6,9%). «Anche in questo caso», critica Cotellessa, «si va a colpire attività già vessate lo scorso anno e che stanno facendo i conti da anni con la crisi economica. E meno male che tra i gruppi a sostegno della maggioranza c'è quello degli autonomi e delle Partite Iva».
E sono 17 gli emendamenti dei consiglieri Rita Aruffo, Dora Bendotti, Davide Caporale, Piero Cotellessa, Sergio Furia, Lorenzo Galati, Leo Marongiu, Marusca Miscia e Giacinto Verna al documento unico di programmazione, la guida strategica e operativa del Comune. Gli emendamenti spaziano dai settori dell'istruzione fino alla tutela dell'ambiente e delle attività culturali e sviluppo della mobilità. La minoranza chiede, ad esempio, di «riqualificare le Torri Montanare al fine di migliorare la fruizione culturale negli spazi interni»; di implementare gli orari di apertura della biblioteca comunale; di riaprire il cinema multisala Maestoso. Dal punto di vista dell'assetto del territorio l'opposizione chiede di informare la cittadinanza con report semestrali sulle zone interessate da rischio idraulico e idrogeologico, oltre che il consolidamento del sottosuolo di corso Trento e Trieste. E torna urgente la redazione di un piano della mobilità sostenibile, con l'inserimento di zone di rispetto di fronte gli istituti scolastici. Ancora, tra le richieste c'è il completamento del terminal bus di piazza Memmo e cartelloni informativi sulle principali aree di sosta cittadine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA