Arrestato il rapinatore dei negozi: lo incastra pure una foto sui social

9 Ottobre 2024

Finisce in carcere Carmine Crocellà, 35 anni: è accusato dell’assalto a “Tua Cialda” di SambucetoInchiodato dalle telecamere, su Facebook c’è un’immagine con la tuta indossata durante il raid

CHIETI. Andava in giro a rapinare negozi con la stessa tuta indossata durante un fotosegnalamento di qualche mese prima e, addirittura, in bella mostra in un’immagine da lui pubblicata su Facebook. Una pletora di indizi, per non dire prove (ma solo perché queste, codice penale alla mano, si formano durante il processo), inchiodano Carmine Crocellà, 35 anni, originario di Peschiera del Garda (Verona) e domiciliato a Montesilvano, arrestato ieri mattina dai poliziotti della squadra mobile di Chieti per l’assalto armato dello scorso 16 settembre a “Tua Cialda”, attività commerciale di San Giovanni Teatino che vende capsule di caffè in via Amendola 42. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal giudice Maurizio Sacco, su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Falasca, dopo le indagini condotte dagli investigatori del commissario capo Nicoletta Giuliante.
L’ASSALTO
Sono quasi le otto di sera di tre settimane fa quando un rapinatore con il passamontagna e un taglierino ben saldo in mano fa irruzione nel negozio di Sambuceto, terrorizza la commessa e s’impossessa di 125 euro. Prima di allontanarsi, il malvivente costringe la vittima ad accovacciarsi per avere tutto il tempo necessario a dileguarsi. La terza sezione della squadra mobile, che persegue i reati contro il patrimonio, raccoglie in pochi giorni una serie di elementi che incastrano il bandito.
LE TELECAMERE
Le indagini partono dalle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e si concentrano subito su un giovane che indossa una maglietta bianca, un paio di sneakers e porta con sé una busta gialla di un supermercato. Fatto sta che, a un certo punto, quel giovane scompare dall’inquadratura e, dopo un po’, si palesa un uomo dalla corporatura identica, ma questa volta con una sorta di passamontagna calato sul volto e una tuta ginnica. L’uomo in questione passa più volte di fronte a “Tua Cialda”, simulando di svolgere attività fisica, forse perché non è ancora il momento propizio per colpire. Trascorre ancora qualche minuto e le telecamere riprendono il giovane di cui sopra, sempre con la maglietta bianca e le sneakers, transitare davanti al negozio e poi imboccare una strada che conduce a un parcheggio di corso Italia. Da quella direzione, poco dopo, esce di nuovo l’uomo con la tuta ginnica e il passamontagna, che stavolta raggiunge “Tua cialda” e mette a segno la rapina, per poi fuggire attraverso lo stesso percorso fatto in precedenza. Fin da subito, è palese che il giovane con la maglia bianca e il bandito siano la stessa persona.
I SEQUESTRI
La conferma arriva quando, nelle vicinanze del negozio, gli investigatori recuperano i vestiti indossati dal rapinatore al momento dell’assalto. Nel parcheggio di corso Italia, il luogo dove è evidente che il malvivente si sia cambiato, i poliziotti individuano invece la busta gialla del supermercato. Nel giro di poco tempo, la squadra mobile riesce a dare un nome e un cognome al giovane ripreso dalle telecamere: è Carmine Crocellà, già conosciuto alle forze dell’ordine perché autore di precedenti rapine. C’è di più: in un fotosegnalamento di qualche mese prima, il trentacinquenne è ritratto con la stessa tuta indossata nel corso della rapina, visibile anche in un’immagine del suo profilo social. Ma non finisce qui: la polizia risale all’abitazione in cui Crocellà abita, occupando peraltro abusivamente un alloggio.
L’ULTIMO INDIZIO
Le telecamere del palazzo lo hanno immortalato, lo stesso pomeriggio della rapina, mentre usciva di casa con la maglietta bianca, le sneakers e la busta gialla del supermercato. È l’ennesimo indizio che inguaia Crocellà. A questo punto la procura chiede e ottiene il carcere per l’indagato. Secondo il giudice, infatti, è praticamente certo il pericolo che il trentacinquenne – se non richiuso in cella – possa compiere nuove rapine, anche alla luce della pericolosità sociale da lui mostrata. E la presenza del rischio di reiterazione del reato consente al giudice di ordinare la custodia cautelare senza ascoltare preventivamente l’indagato, come disposto dalla legge Nordio. Crocellà, difeso dall’avvocato Gianfranco Di Marcello, potrà fornire la sua versione nell’interrogatorio di garanzia.
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