Arriva un premio per il medico-poeta che racconta il Covid

19 Marzo 2021

CHIETI. Per lavoro è un medico, rianimatore e anestesista all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti; per passione scrive poesie in dialetto. Luca Di Tizio, grazie al componimento “Sfiatète”, è il...

CHIETI. Per lavoro è un medico, rianimatore e anestesista all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti; per passione scrive poesie in dialetto. Luca Di Tizio, grazie al componimento “Sfiatète”, è il vincitore di un premio assegnato dall’associazione culturale 22 Aprile. Il riconoscimento sarà assegnato domenica alle 11 all’ospedale, in occasione della Giornata mondiale della poesia.
«Di Tizio scrive e lo fa a cuore aperto», così l’associazione con sede a Cepagatti motiva il premio, «lo abbiamo immaginato al termine dell’ennesima giornata sfiancante, coi nervi a pezzi e l’umore alle caviglie. Un lavoro che ha a che fare con la vita e con la morte, coi miracoli e con le tragedie, coi voli altissimi e con gli abissi».
“T’ ’uard’ e nin tièng’ curagge”; “Ti guardo e non ho coraggio”. Così inizia la poesia del medico che da un anno incrocia il Covid. «Il dialetto è uno strumento potentissimo per dar voce a quello che sente il cuore, nella maniera più spontanea e vera possibile», spiega Di Tizio, «questo componimento nasce così, per fare uscire fuori le emozioni più intense e forti che, da un anno a questa parte, il mio cuore, come quello di molti altri medici e infermieri, è chiamato a provare quotidianamente. La poesia descrive un particolare momento della nostra attività, quando noi rianimatori siamo chiamati in ospedale ad intubare pazienti, affetti da questa terribile polmonite. E così devi tranquillizzare, dare parole di conforto e speranza. Nel tuo cuore però», conclude Di Tizio, «c’è tristezza e preoccupazione. E allora il distacco iniziale viene meno. Il malato non è più soltanto la persona che deve beneficiare della tua professionalità, ma diventa l’uomo, solo, impotente e spaventato di fronte a questa terribile pandemia».