Assalto al furgone portavalori sull’A14 Verifiche sulle telefonate di due imputati
VASTO. È necessario verificare attraverso il controllo dei tabulati telefonici se Cono Surace e Simone Di Gregorio a dicembre 2012, nei giorni precedenti l’assalto armato al furgone della società...
VASTO. È necessario verificare attraverso il controllo dei tabulati telefonici se Cono Surace e Simone Di Gregorio a dicembre 2012, nei giorni precedenti l’assalto armato al furgone della società Aquila di Ortona, ebbero contatti con la banda dei pugliesi che la mattina del 14 fece la rapina sulla corsia sud dell’autostrada A14. Per questo il processo ai due presunti basisti residenti a San Salvo è stato aggiornato dal tribunale di Vasto al 30 settembre prossimo. I difensori dei due indagati, gli avvocati vastesi Giovanni Cerella e Antonello Cerella, sono soddisfatti e sicuri di poter dimostrare l’estraneità dei loro assistiti all’assalto armato. «Dall’esame dei tabulati emergerà che non ci sono stati contatti con i rapinatori», affermano i legali della difesa dei due imputati. Diversa la posizione di Antonio Patruno, altro presunto componente la banda dei rapinatori, comparso anche lui ieri mattina in aula per rispondere di concorso in tentato omicidio aggravato, rapina, detenzione e porto abusivo di armi da guerra e parte di esse, ricettazione e incendio doloso. La rapina al furgone portavalori della società Aquila avvenne la mattina del 14 dicembre 2012, poco dopo le 8. La gang era formata da dieci uomini incappucciati e armati di kalashnikov. Gli esami dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) hanno accertato che Surace e Di Gregorio non parteciparono fisicamente al raid armato. Ma secondo la Procura fornirono il supporto necessario per mettere in atto la rapina e quindi la loro posizione è ugualmente grave. Gli avvocati difensori dei due non la pensano così. Il 30 settembre sarà giudicato anche Antonio Patruno, di Cerignola. Per i carabinieri che indagarono sulla rapina, Patruno fu uno dei componenti la gang che prese parte all’assalto armato sulla corsia sud dell’autostrada insieme a Matteo Morra (condannato il 16 aprile con rito abbreviato a 13 anni e 4 mesi di reclusione) e Vincenzo Costantino (condannato a 16 anni). Non è escluso che i suoi difensori riescano a dimostrare il contrario. La rapina fruttò agli autori un bottino di circa 600mila euro. Parte della somma di denaro fu recuperata nei giorni seguenti in conseguenza delle indagini attivate nell’immediatezza dei fatti. (p.c.)

