Assistenza domicilare Dalla Asl in un anno 456 prestazioni in più

LANCIANO. «Il numero delle prestazioni in Assistenza domiciliare integrata rispetto ad alcuni mesi fa è aumentato, perché è aumentato il bisogno, le richieste per usufruire del servizio. Non ci...
LANCIANO. «Il numero delle prestazioni in Assistenza domiciliare integrata rispetto ad alcuni mesi fa è aumentato, perché è aumentato il bisogno, le richieste per usufruire del servizio. Non ci sono tagli, né criticità rilevanti nel servizio che viene assicurato nel rispetto delle leggi». È la risposta della responsabile del distretto sanitario di Lanciano, Manola Rosato, sulla situazione Adi. Alla dottoressa abbiamo chiesto di fare chiarezza dopo alcune segnalazioni arrivate al Centro su presunti tagli nell’assistenza domiciliare sia a Lanciano che nel distretto sanitario di Lama dei Peligni e dopo che nelle scorse settimane erano stati sollevati casi di tagli da parte di Cittadinanzattiva che andavano verificati.
«Nel distretto di Lama sta succedendo che persone allettate e cateterizzate non hanno adeguata assistenza infermieristica», ha segnalato al Centro M.O. che conosce il settore, «nel distretto di Lanciano si è passati da circa 3.000 erogazioni Adi al mese, a soli 300». Mentre le due denunce mosse da Cittadinanzattiva riguardavano una donna invalida al 100% con numerose patologie a cui era stata revocata l’Adi e una tracheotomizzata a cui le medicazioni della cannula dovevano essere sospese a luglio e affidate ai parenti. Casi per i quali l’associazione aveva chiesto anche l’intervento del Servizio ispettivo regionale.
Casi delicati e un servizio, quello dell’Adi, altrettanto delicato per i pazienti che ne usufruiscono, spesso pluripatologici, per i loro familiari e per quanto accaduto due anni fa con un’inchiesta ancora aperta da parte della magistratura su alcune prestazioni negate improvvisamente. Nel distretto di Lama non ci sono problemi, come spiegato anche dal sindaco Antonino Amorosi, così come non ci sono neanche a Lanciano, dove l’Adi cresce. «C’è un bisogno di assistenza elevato», dice la dottoressa Rosato, «che cerchiamo di soddisfare rispettando i criteri necessari per concedere l’assistenza, tra cui l’appropriatezza e dopo aver valutato ogni singolo caso con il medico curante, una commissione medica (Uvm) fatta di specialisti, di assistenti sociali perché guardiamo il paziente nella sua completezza anche dal punto di vista sociale. Le Adi non sono state tagliate e lo dicono i numeri. Anzi, il numero della prestazioni rispetto ai mesi precedenti è maggiore. Segno che le prestazioni non vengono negate».
«Sono un migliaio ad oggi le Adi aperte nel distretto di Lanciano», dice Raffaele Di Nardo, responsabile Adi della Asl, «un numero consistente. Facendo un raffronto tra i primi sei mesi del 2014 e lo stesso periodo del 2015, ovvero gennaio-giugno, notiamo l’incremento: 1.891 casi oggi, 1.435 nello stesso periodo dello scorso anno. Quindi c’è un aumento di 456 casi. Questo analizzando i dati nel lungo periodo. Ad oggi sono un migliaio perché c’è un’oscillazione quasi quotidiana tra Adi chiuse e aperte in base alle necessità degli utenti».
Teresa Di Rocco
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