«Avevo dolori forti Io e la mia piccina salve in extremis»

29 Gennaio 2017

La madre 40enne racconta la sua avventura a lieto fine «Quando i medici mi hanno avvisato, non volevo crederci»

VASTO. E' la parola che racconta lo stato d'animo della quarantenne del Vastese che qualche giorno fa ha dato alla luce al San Pio un bimba senza sapere che fosse incinta. Felice perché quella creatura che adesso si stringe al suo seno ha rischiato di morire. Felice perché è arrivata in ospedale in preda a dolori lancinanti convinta di avere un male gravissimo ed ha scoperto che invece stava per diventare mamma per la seconda volta.

E' felice ma è anche grata ai medici che l'hanno soccorsa e ha deciso di esprimere attraverso le pagine de Il Centro la sua gratitudine.

«Non ci sono parole per ringraziare il medico che mi ha operata d'urgenza», dice. «Premesso che tutto il reparto di Ostetricia diretto dal primario Francesco Matrullo è eccezionale, voglio ringraziare la persona che per un incredibile gioco del destino mi ha aiutato a diventare madre per la seconda volta al termine di un parto a rischio, il dottore Angelo Marchesani», racconta la neo mamma. «E' stato lui sette anni fa a capire che la creatura che allora avevo in grembo doveva nascere e mi ha sottoposta al taglio cesareo», spiega la puerpera. «Sempre lui (insieme al dottore Carmenini) anche questa volta mi ha operata salvando questa creaturina che neppure sapevo di aspettare».

La piccina sta bene, mangia e sorride. La sua mamma non se la sente di rivelare il nome scelto per la piccola. Vuole evitare la curiosità della gente e soprattutto evitare che la sua piccina finisca al centro del tam-tam mediatico. Sa perfettamente che la sua è una storia incredibile.

«Questa è stata la mia seconda gravidanza eppure non c'è stato nulla che mi ha fatto sospettare di essere incinta. Ho continuato ad avere il ciclo e non ho avuto né nausea, né altro tipo di problema», assicura. In realtà la donna non aveva il ciclo, ma perdite ematiche che avrebbero potuto procurarle un aborto. Ma lei lo ha scoperto solo ora.

«Ho sempre avuto una soglia di sopportazione del dolore molto alta. Chi mi conosce lo sa. Quel giorno (la piccola è nata il 23 gennaio) ho cominciato ad avere dolori fortissimi al basso ventre. Ho aspettato un po’, poi ho chiesto aiuto ad una vicina. Non ce la facevo più. L'ho pregata di accompagnarmi in ospedale. Il dolore era acuto e, convinta di avere chissà quale male, ero molto provata anche psicologicamente. Quando sono arrivata al Pronto soccorso, mi hanno subito affidata ad un medico e poco dopo ho ricevuto la comunicazione. Non ci volevo credere», continua la donna. «Arrivata in reparto, ho visto il dottor Marchesani e a quel punto mi sono sentita sicura e protetta. E' stato un angelo. Mi ha tranquillizzata e intanto insieme al collega eseguiva tutti gli accertamenti necessari a stabilire la settimana di gestazione e le condizioni della mia bambina. Poco dopo sono stata portata in sala operatoria. Per la seconda volta Angelo Marchesani mi ha salvato ed ha salvato la mia creatura. Le mie bambine devono entrambe la vita a lui», afferma commossa e riconoscente la quarantenne.

Poi, rivolta alle autorità preposte lancia un appello: «La vicenda che ho vissuto conferma la bravura di medici e ostetriche del San Pio. Il personale del reparto è qualificato e soprattutto umano. Unico neo, mancano gli strumenti per i prematuri che vengono trasferiti a Chieti. E' un vero peccato. Un reparto così preparato merita molto di più. Posso dichiararlo per esperienza. Sarebbe bellissimo poter tenere i piccini prematuri al San Pio».

Il racconto della neo mamma finisce con il pianto della piccola che reclama la sua mamma e la poppata. La creatura, che alla nascita pesava poco meno di tre chilogrammi, non ha avuto un grande calo fisiologico. E' sana e sta benissimo. Un giorno la sua mamma le racconterà che è stata la sorpresa più bella della sua vita.

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