Aziende pronte a nuovi sacrifici per lavorare anche sotto Natale

5 Dicembre 2020

Grassi e La Rana (Assovasto): «Se gli ordinativi arrivano, gli operai ridurranno i giorni di vacanza» Pilkington, solo on line il consueto saluto augurale del presidente Marcovecchio alle maestranze 

VASTO. Un anno di duro lavoro, un anno di sacrifici. Un anno che ha richiesto tanto impegno in uno scenario mondiale reso difficilissimo dalla pandemia. Il presidente di Pilkington Italia di San Salvo, Graziano Marcovecchio, per la prima volta non potrà raccontare l’anno che sta per finire nel suo discorso durante la cerimonia per gli auguri di fine anno alle sue maestranze a Palazzo di vetro. Lo farà in via streaming per osservare il decreto del Governo.
Il 2020 ha stravolto la vita di tutti e obbligato tutti a modificare azioni e comportamenti. Il 2021 per il gruppo Pilkington sarà ancora più duro. San Salvo difficilmente non sarà toccata dai 2.000 esuberi annunciati in tutte le aziende del gruppo. A giudizio dei sindacati all’orizzonte non c'è nulla di buono. «Probabilmente bisognerà stringere i denti fino al 2024-2025, periodo in cui si prevede la ripresa del settore automotive», dice Franco Zerra, segretario provinciale della Cisl. Il 2020 è stato un anno sicuramente difficile a livello mondiale per ciò che riguarda la situazione economica e il settore automobilistico in particolare, ma che in ogni caso Pilkington Italia è riuscita a vincere grazie a 30 milioni di investimenti dell’anno precedente, all’impegno, alla qualità dei suoi prodotti, e alla tenacia. La riduzione della domanda è stata pesante. I cali di ordinativi nel primo trimestre sono stati significativi. Nel secondo e terzo trimestre c’è stata una timida ripresa, ma poi, con l’autunno, è tornato l’incubo Covid-19. Il futuro è quindi una incognita.
«Azienda e lavoratori non si arrenderanno ma i tempi non sono certo buoni e la preoccupazione è tanta», ribadisce Zerra. Anche per le piccole e medie imprese cambiano abitudini e programmi. «Le aziende in questo periodo rispondono alle richieste del mercato», dicono Alessandro Grassi e Giuseppe La Rana, presidente e direttore di Assovasto. «Così come è successo durante l’estate appena trascorsa, qualora dovessero arrivare ordinativi a ridosso di Natale o a fine anno le aziende sono pronte a rispondere alle richieste di mercato. Tante le incertezze, ma ci sono settori che lavorano. I lavoratori sono pronti a fare sacrifici per vincere la sfida di un anno da dimenticare. Dopo un anno sulle montagne russe si cerca di recuperare dove è possibile. Se le aziende riceveranno ordinativi saranno felici di ridurre i giorni di vacanza a fine anno. Il Vastese ha bisogno di lavoro e ormai l’unica regola che conta è rispondere alla domanda con una scelta adeguata», affermano i dirigenti di Assovasto. Il 2021 sarà un anno di sacrifici. «L’importante è uscire dalla fase attuale e superare la recessione. Poi si ricomincerà a costruire», affermano gli industriali. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.