Baomarc, meno premi agli operai La Fim: «Vicenda inaccettabile»

Clima teso nell’azienda di profilati metallici che con Stellantis ha un contenzioso commerciale Nanni (Cisl): i lavoratori hanno fatto sacrifici e risposto con impegno a ogni esigenza produttiva
LANCIANO. Continua a destare preoccupazione la situazione della Baomarc, azienda di produzione di profilati di acciaio con due stabilimenti a Lanciano e Atessa (ex Honeywell) e che occupa circa 200 dipendenti. L'accordo tra l'azienda e Stellantis (monocliente Baomarc) a seguito di un contenzioso di natura commerciale, è slittato di una settimana secondo quanto riportato dalla Fim Cisl. «Abbiamo sempre evidenziato che questa contesa ci preoccupa molto», dice il segretario Fim Abruzzo e Molise, Amedeo Nanni, «perché non vorremmo che alla fine a pagarne le conseguenze siano i lavoratori. Di fatto Baomarc è l’unica azienda dell’indotto che ha aperto con Stellantis una disputa che non si sa dove potrà portare. Da tempo abbiamo anche sottolineato le carenze organizzative che sono sotto gli occhi di tutti. Improvvisazioni che alla fine vanno a ricadere sempre e solo sui lavoratori. Per non parlare della manutenzione preventiva che è indispensabile per mantenere alte le efficienze e che è inesistente».
E a indignare il sindacato nelle ultime ore, oltre al mancato rispetto dell'accordo siglato al Mise cinque anni fa sulla riassunzione di 162 lavoratori ex Honeywell, è il taglio del premio di risultato. «Questa azienda», incalza Nanni, «ha ottenuto lo stabilimento ex Honeywell a un euro in cambio dell'assunzione di 162 dipendenti e a oggi ne ha reintegrati solo 70. Ora la questione premio, dopo che i lavoratori hanno fatto sacrifici e risposto con impegno a ogni esigenza produttiva. Non possiamo accettare che il premio per i lavoratori venga tagliato. Si parla di efficienza non raggiunta ma sulla base di cosa? Sulla base di tariffe e tempi mai presi, su rilievi improvvisati o su presunti tempi di produzione non supportati da studi di tempi e metodi? Ma si è chiesta la direzione perché aziende che stanno a pochi passi da noi che producono prodotti simili ai nostri pagano premi molto più alti ai lavoratori?».
La Fim chiede all'azienda di rivedere le posizioni sul premio di risultato e fa appello agli altri sindacati «a non procedere in ordine sparso, ma di fare fronte comune nell'interesse dei lavoratori». (d.d.l.)
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