Barriere antirumore 50 famiglie protestano per i lavori mancati

I residenti: «La Transcollinare come una pista di Formula 1» Petizione alla Provincia contro l’inquinamento acustico
CHIETI. «Vorrei invitare i signori politici a passare un weekend a casa mia: forse allora capirebbero che è come vivere accanto a un circuito di formula uno». È esasperato il signor Lorenzo Mussuto, residente in via dei Lucani al Tricalle nei pressi della transcollinare, che chiede da anni la realizzazione di barriere antirumore sulla strada provinciale 656. Una battaglia che si pensava di aver vinto quando la Provincia ha avviato i lavori per la ristrutturazione della strada che prevedono anche la realizzazione delle sospirate protezioni fono assorbenti. Salvo poi scoprire che le barriere sarebbero state realizzate a monte e a valle della zona dove risiedono oltre 50 famiglie.
«Abbiamo fatto di tutto», dice Domenico Di Nanno, un altro residente della zona, «abbiamo promosso una petizione con oltre 60 firme e abbiamo anche chiesto che venisse messo un autovelox per far rallentare le auto che superano regolarmente il limite dei 70 chilometri all’ora imposto sul tratto di strada. Ma non è successo nulla». La battaglia dei residenti è partita nel 2009 con la richiesta formale di realizzare le barriere antirumore. Ma bisogna aspettare solo il 2012 affinché qualche rappresentante delle istituzioni (il prefetto di allora) si decidesse a rispondere alle svariate sollecitazioni arrivate dai residenti. Il prefetto aveva richiesto una serie controlli dell’Arta che puntualmente arrivarono, ma le cui risultanze poi si persero nel nulla. Tanto è vero che in occasione dei nuovi lavori della Provincia, l’ente si è rivolto a una nuova ditta per misurare il livello dell’inquinamento acustico. E cosa abbia detto alla Provincia la ditta incaricata, i residenti non sono riusciti ad appurarlo, nonostante le reiterate domande. Nella giornata di oggi, fa sapere un’altra residente, Marla Di Tullio, «recapiteremo un’altra missiva all’amministrazione provinciale, e per conoscenza anche al Comune, in cui chiediamo il proseguimento dei lavori di posizionamento dei pannelli fonoassorbenti. Non è possibile che la Provincia li abbia appena realizzati sulla rampa di immissione alla strada provinciale, dove la velocità delle auto in transito non è problematica, e non li voglia realizzare in corrispondenza di questi 200 metri pieni zeppi di case e palazzine. Se nessuno farà nulla per la nostra situazione», conclude la Di Tullio, «ci vediamo purtroppo costretti ad adire alle vie legali». (a.i.)

