Quella richiesta impossibile: gli animali della casa del bosco nell’abitazione del Comune

17 Settembre 2026

 ​​​​​​Ecco la lettera inviata dagli assistenti sociali prima di annullare l’incontro:

«I genitori li portino nel nuovo ambiente domestico che accoglierà i bimbi»

PALMOLI

Il pasticcio dell’incontro saltato a Palmoli, due pomeriggi fa, tra i bambini del bosco e i genitori comincia con una lettera datata 10 settembre e inviata l’indomani. È un documento che porta ben sette firme: quelle delle assistenti sociali Giuseppina Tittaferrante e Veruska D’Angelo, delle psicologhe-psicoterapeute Diana Di Nocco ed Evelyn Di Santo, della psicologa Ludovica Buccilli, dell’educatrice professionale Alessandra Mancini e della coordinatrice Stefania Massetti. È da qui che inizia la corrispondenza tra il Servizio sociale che sta seguendo il caso dei tre fratellini Trevallion, da dieci mesi collocati in una struttura protetta, e l’avvocato Simone Pillon, difensore di mamma Catherine Birmingham e di papà Nathan Trevallion. In realtà, come si vedrà, più che uno scambio di lettere si tratta di appelli del legale caduti nel vuoto. L’équipe, infatti, ha ritenuto opportuno non rispondere a nessuna delle richieste, fino alla decisione di annullare il ritorno in paese dei piccoli, imputando la colpa alla presenza dei giornalisti che – lo raccontano le immagini – erano invece già ben lontani dall’abitazione del Comune di Palmoli in cui si sarebbe dovuto svolgere il colloquio.

LA LETTERA

Torniamo alla lettera del 10 settembre. La decisione di organizzare l’incontro protetto di un’ora e mezza nella casa messa a disposizione dal sindaco Giuseppe Masciulli «scaturisce», scrivono le già citate sette professioniste, «dall’opportunità di offrire ai bambini una visione di quello che sarà il nuovo ambiente domestico che li accoglierà in occasione dei rientri per i fine settimana». La frase da fissare ben a mente è la seguente: «Si auspica che a questo incontro possano essere presenti gli animali domestici della famiglia». Poi, il Servizio sociale spiega le regole d’ingaggio: «L’équipe effettuerà attività di supporto alla coppia genitoriale, per i trenta minuti che precedono l’inizio dell’incontro protetto e i trenta minuti seguenti, condividendo le modalità di svolgimento dell’incontro e favorendo la presenza degli operatori di questa equipe e di quelli della casa di accoglienza che accompagneranno i bambini. Sarà cura di questo Servizio, in équipe con il personale della casa di accoglienza e con la tutrice, informare e preparare i bambini alle modalità previste per l’incontro».

L’AVVERTIMENTO

Ed ecco un avvertimento che, letto col senno di poi, lascia più di un interrogativo: «Si comunica altresì che sarà indispensabile tutelare i minori dall’esposizione mediatica, per cui si chiede di non rendere noto il giorno e l’orario dell’incontro, per non incorrere nella necessita di non dar luogo allo stesso». La risposta di Pillon arriva a stretto giro. Il legale contesta la decisione di organizzare l’incontro esclusivamente nella nuova abitazione: «L’ordinanza del Tribunale per i minorenni», sostiene, «ha esplicitamente disposto che gli incontri a Palmoli si svolgano “anche presso le pertinenze dell’originaria abitazione, in modo da consentire ai minori di vedere i loro animali”». Più nel dettaglio: «Come già emerso dalla discussione nel corso dell’incontro del 9 settembre», prosegue il legale, «la richiesta della famiglia era stata quella di svolgere il primo incontro dopo dieci mesi a Palmoli proprio nella originaria abitazione, al fine di coronare il sogno dei bambini e di consentire loro un momento tanto atteso. Si era inoltre sottolineato che il giorno 16 i bambini avrebbero già dovuto affrontare lo stress dell’introduzione della scuola, per cui non pareva opportuno aggiungere lo stress dell’introduzione nella nuova abitazione».

GLI ANIMALI

Pillon esprime perplessità sulla richiesta di portare nella casa del Comune gli animali: «Si rappresenta che, a parte i due cagnolini che peraltro i bambini hanno potuto incontrare anche in precedenza, è impensabile chiedere – come chiedete – che i signori Trevallion-Birmingham possano fare in modo che all’incontro siano presenti gli animali domestici della famiglia, posto che spostare un cavallo, un asino, svariate decine di galline, oche e papere nonché diversi gatti è semplicemente impossibile, a meno che del trasporto da e per la “casa del bosco” non si faccia carico codesto Ente», ovvero l’Ambito distrettuale sociale numero 14 Alto Vastese. Ci sono infatti una serie di problemi logistici insormontabili: «A questo si aggiunga», continua Pillon, «che la proprietà messa a disposizione dal Comune è recintata solo da un lato, mentre è aperta sul campo sportivo, sui prati circostanti e sulla strada dall’altro lato della collina, per cui, anche si dovesse in astratto procedere come richiesto, si dovrebbe poi prevedibilmente passare il pomeriggio a inseguire gli animali per le strade e nei prati di Palmoli».

IL CAPITOLO GIORNALISTI

Quanto alla scontata presenza dei giornalisti, l’avvocato osserva: «Il primo ritorno dei bambini sarà certamente circondato da grande curiosità specialmente della stampa, ed è prevedibile che – nonostante il più stretto riserbo garantito da tutti – la notizia della data, dell’orario e della località possa trapelare. In quel caso va fatto notare che mentre alla “casa del bosco” sono stati predisposti cancelli e schermature per garantire la privacy (anche a seguito del “turismo” morboso di quest’estate), nella casa del Comune tale schermatura è impossibile, e non si vuole certo che allo stress del primo ritorno si aggiunga anche lo stress di dover stare due ore da soli, senza gli adorati animali e in bella vista di telecamere e droni, o – peggio – chiusi nelle quattro mura della casa del Comune». Secondo la coppia anglo-australiana, riferisce il legale, «ci sarà tempo e modo, al prossimo incontro di Palmoli (che sarà prevedibilmente molto meno “di richiamo” per una certa curiosità della stampa) di cominciare a far prendere confidenza ai luoghi dove presto i bambini potranno pernottare con mamma e papà». Pillon cerca la via della diplomazia: «Non si vuole pensare che il Servizio (sociale, ndr) preferisca tornare ad adottare modalità impositive anziché accogliere questa semplice e perfettamente realizzabile oltre che sensata richiesta della famiglia, presentata nell’interesse dei bambini. Si sottolinea nuovamente che il dialogo, la collaborazione e la reciproca comprensione passano anche da piccoli gesti, che non costano nulla ma che assumono in questa fase un grande significato». L’avvocato chiude con l’invito, rivolto agli assistenti sociali, «a voler prevedere che l’incontro del 15 settembre si svolga, almeno in parte, nelle pertinenze della originaria abitazione».

IL SILENZIO

Dal Servizio sociale non arriva alcuna risposta. E Pillon, lunedì sera, torna a scrivere a chi si sta occupando del caso: «Non ho ricevuto riscontro nonostante siano decorsi 4 giorni, di cui 2 lavorativi. Prendo conseguentemente atto che avete deciso di ignorare le richieste presentate per conto della famiglia e di assoluto buon senso, oltre che adeguatamente motivate nel superiore interesse dei minori. Mi chiedo se questo modo di comunicare (o di non comunicare) giovi alla auspicabile collaborazione tra la famiglia e codesto Servizio». Il discorso torna sul capitolo della stampa: «La difesa e la famiglia hanno tenuto strettamente riservati sia le date che i luoghi degli incontri. Purtroppo i giornalisti hanno fatto sapere che metteranno troupe nei punti sensibili sperando di filmare qualcosa. La difesa della famiglia pertanto ha divulgato nel pomeriggio di oggi un comunicato in cui si chiede il massimo riserbo e si chiede altresì di evitare ogni ricerca, inseguimento e ripresa dei minori e dei loro familiari onde evitare di aggiungere stress a stress».

NUOVA RICHIESTA NEL VUOTO

L’avvocato comunica di aver chiesto «personalmente al sindaco di Palmoli di voler transennare la strada di accesso alla casa del comune dove si svolgerà l’incontro, così da garantire alla famiglia un accettabile perimetro di privacy. Il sindaco ha acconsentito e pertanto domani gli agenti della polizia municipale fermeranno i giornalisti e i curiosi lontano dalla casa, consentendo il passaggio solo all’auto coi bambini e a quella dei genitori. Mi auguro che per l’avvenire tali misure possano essere messe in campo dal Servizio affidatario, dialogando direttamente col sindaco di Palmoli e con quello di Vasto». Le assistenti sociali non rispondono neanche a questa lettera. Il giorno successivo l’incontro salta. Il pasticcio è completo.