Bidella trovata morta nel garage Un mistero che dura da un anno

Domani ricorre l’anniversario del decesso: la Procura ha chiesto altri sei mesi di tempo per le indagini Gli investigatori attendono l’esito degli accertamenti sul cavo trovato attorno al collo della 60enne
LANCIANO. Trecentosessantacinque giorni senza la mamma, la nonna, la collega, l'amica, sono lunghi da passare. Specie se al dolore ci aggiungi l'angoscia di non sapere realmente cosa sia accaduto a quella persona. Cade domani il primo anniversario della morte di Annamaria D'Eliseo, la 60enne collaboratrice scolastica trovata senza vita nel garage-cantina della sua abitazione all'Iconicella. E dopo un anno il mistero sui suoi ultimi istanti di vita non è ancora chiarito: in quella cantina Annamaria ha cercato volontariamente la morte o qualcuno l'ha privata della vita? Nel registro degli indagati la procura di Lanciano ha iscritto il nome del marito, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 71 anni, vigile del fuoco in pensione, sospettato di omicidio volontario.
Un giallo, quello di Annamaria, che ruota attorno a un cavo elettrico, una cantina, una scala a forbice, una ragnatela. A vivere sospesi in questo limbo sono soprattutto i cinque figli della donna, patrocinati dall'avvocato Elisabetta Merlino, e schiacciati tra le due possibili verità, entrambe dolorose, entrambe strazianti. Nei giorni scorsi i pm Serena Rossi e Francesco Carusi, del tribunale di Lanciano, hanno chiesto e ottenuto dal Gip Massimo Canosa la proroga di sei mesi delle indagini (la naturale scadenza era a un anno dai fatti). Alla richiesta si erano opposti i difensori di Di Nunzio, gli avvocati Claudio Nardone e Fiorenzo Cieri, i quali chiedevano che la Procura chiarisse subito quanto accaduto un anno fa. Nel corso di questo periodo di proroga si attendono i risultati degli ultimi accertamenti disposti, in particolare quelli sul cavo elettrico trovato attorno al collo della bidella. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma, che hanno il compito di analizzare i reperti sequestrati nel garage, si sono appoggiati al laboratorio cavi dell'Istituto italiano marchio di qualità (Imq) di Milano. Le operazioni peritali sono iniziate alla fine di maggio. Sul cavo viene eseguita una sorta di prova di carico, per verificare se effettivamente abbia potuto sostenere il peso della 60enne che, secondo la testimonianza del marito, si sarebbe tolta la vita impiccandosi nel garage dell'abitazione, facendo passare il rudimentale cappio attraverso una pignatta rotta del solaio. Ma la presenza di una ragnatela intatta, proprio in corrispondenza della pignatta rotta, aveva fatto emergere dubbi su questa versione. Dubbi che non sono stati dissolti neanche dalla perizia medico legale, affidata all'anatomopatologo Cristian D'Ovidio. Mentre gli investigatori continuano a dipanare la matassa, Annamaria D'Eliseo vive nel ricordo di quanti hanno incrociato il suo sorriso timido, le mani di lavoratrice infaticabile, il cuore grande a servizio degli altri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

