Bilancio, FdI si appella al ministro Ferrara: ecco la risposta al ricorso

Di Biase conferma: «Se il consiglio comunale non viene sciolto entro il 9 febbraio andiamo al Tar» La strategia del municipio che sposta in avanti la data da cui partono i tre mesi per l’approvazione
CHIETI. Fratelli d’Italia scrive al prefetto e al ministro dell’interno Matteo Piantedosi chiedendo lo scioglimento del consiglio comunale. Se le lettere non sortiranno l’effetto richiesto, il partito è pronto a presentare un formale ricorso amministrativo. L’amministrazione del sindaco Diego Ferrara, di contro, ha già pronta la strategia in caso di ricorso al Tar.
LA LETTERA AL MINISTERO
Le missive inviate sono a firma di Fabio Tumini, componente del coordinamento provinciale FdI: «Il bilancio è in ritardo», si legge nelle lettere, «certificato da un parere del ministero dell’Interno inoltrato al sindaco Ferrara dal prefetto Mario Della Cioppa il 16 ottobre».
«Questo consiglio comunale va sciolto», dice Tumini, perché in totale e palese violazione delle norme del Testo unico degli enti locali». In particolare, secondo FdI, la violazione riguarda l’articolo 259. Ieri mattina in conferenza stampa Tumini ha illustrato l’iniziativa assieme alla capogruppo consiliare FdI Carla Di Biase, ai consiglieri comunali Roberto Miscia e Giuseppe Giampietro e ad Alessio Matarazzo componente del direttivo teatino del partito. «Abbiamo segnalato, subito e a più riprese, le infrazioni normative», ha sottolineato Di Biase, «a partire dal fatto che i 90 giorni per l’approvazione del bilancio decorrono dalla nomina dell’Osl, l’Organismo straordinario di liquidazione, nomina avvenuta il 2 agosto, quindi il termine di legge per l’approvazione del bilancio scadeva il 2 novembre, ma l’approvazione è avvenuta solo il 27 novembre, in barba a qualsiasi termine di legge. Noi abbiamo formalmente interpellato prefetto e ministero, ma se queste lettere non avranno esito, presenteremo il ricorso che è già pronto. Il Comune ha bisogno di una nuova classe dirigente». Il termine per presentare il ricorso al Tar scade il 9 febbraio, trascorsi cioè 60 giorni dalla pubblicazione. Entro 30 giorni, invece, si attende la risposta del ministero dell’Interno.
LA DATA GIUSTA
Nel caso in cui lo scontro politico dovesse lasciare il posto a quello giudiziario, la linea difensiva del Comune è pronta. La «risposta con atti e documenti», già annunciata dal sindaco, si gioca sull’interpretazione della data dalla quale partono i tre mesi fatidici entro i quali va approvato il bilancio stabilmente riequilibrato. Se per l’opposizione di centrodestra il giorno fatale è il 2 agosto, e quindi i tre mesi scadevano il 2 novembre, per il governo cittadino bisogna fare riferimento al 27 agosto. «Il 2 agosto c’è stato il decreto del Presidente della Repubblica sul dissesto», ricorda Ferrara, «e il 16 la pubblicazione della Gazzetta ufficiale. In seguito, il 27 agosto, la nomina dell’Osl è comparsa sulla Gazzetta ufficiale». È quindi da quella data che, per il sindaco, bisogna far partire i tre mesi. Che perciò scadrebbero il 27 novembre, giorno in cui il bilancio è stato approvato in consiglio.
«VOGLIONO AFFOSSARE CHIETI»
La considerazione tecnica sul bilancio, «frutto di un confronto costante con l’Anci che ha interagito con il ministero», per Ferrara va di pari passo con quella politica. Il ricorso di FdI, ribadisce il sindaco, resta null’altro che «un modo per “seppellire” l’immenso deficit creato in dieci anni di amministrazione di centrodestra. Chiedono lo scioglimento del consiglio? Una manovra elettoralistica: da qui alla data delle elezioni regionali me ne aspetto tante altre». Paura? «Nessuna, come non ne abbiamo del dissesto, che non è una catastrofe e non va visto con angoscia», continua Ferrara, «ma come un modo per ripartire. In tre anni investiremo sessanta milioni di fondi del Pnrr, con progetti che cambieranno in meglio la città. FdI al governo amico chieda piuttosto finanziamenti per il risanamento idrogeologico e per risollevare Chieti, piuttosto che un aiuto per affossare la città».
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