Bucci: basta liti, pensiamo all’ospedale della Val di Sangro

25 Aprile 2020

GAMBERALE. Parla di «sfilacciamento del territorio» e di «inutili campanilismi», Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, sull’“effervescente” scambio epistolare tra 24 sindaci da una parte e Giulio...

GAMBERALE. Parla di «sfilacciamento del territorio» e di «inutili campanilismi», Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, sull’“effervescente” scambio epistolare tra 24 sindaci da una parte e Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, dall’altra, relativamente alle questioni legate agli ospedali di Atessa e Casoli. «Per la sanità dovrebbe esistere solo un grande progetto territoriale: l’ospedale in Val di Sangro e lo sappiamo tutti, anche i sindaci che devono difendere posizioni che ormai sono indifendibili», afferma Bucci che sullo scambio di accuse, più o meno velate, tra i sindaci afferma: «Credo che tali comportamenti non portino da nessuna parte se non a ulteriore depauperazione dei nostri territori. Nel documento di Borrelli sottoscritto, mi pare, dalla quasi totalità dei sindaci, io non ho firmato perché in quel momento ho ritenuto che la “guerra” tra il sindaco di Atessa e la Regione non mi appartenesse e fosse solo una questione politica. Ho ritenuto che, in piena emergenza, sarebbe stato opportuno non dare un valore mediaticamente fragoroso all’argomento per ragioni che, ancora oggi, mi lasciano perplesso. Successivamente», prosegue Bucci, «c’è stata la risposta, sottoscritta da 24 sindaci, che io non ho firmato, in cui si sono rimarcate posizioni diverse rispetto al precedente, che ci conduce a disperderci in inutili polverizzazioni campanilistiche. In questo momento non dovremmo dividerci ma focalizzare la nostra attenzione su un progetto più grande: l’ospedale in Val di Sangro».
Lo scambio di lettere potrebbe aver incrinato l’unità tra primi cittadini del Sangro Aventino Frentano. «Nei mesi scorsi spesso noi sindaci», conclude Bucci, «siamo stati chiamati a difendere situazioni “territoriali” solo quando fanno comodo come il tribunale di Lanciano e l’ambiente in Val di Sangro. Sugli ospedali però non vige il “territorio” ma “ognuno pensa al suo” e così perdiamo tutti». (m.d.n.)
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