Caccia agli evasori della Tari «Solo così riduciamo i costi»

CHIETI. Una lotta senza quartiere agli evasori della tassa sui rifiuti, la Tari, aumentata, in media, del 15% per coprire, precisa il Comune, gli aumenti Istat e i costi maggiori del servizio. L’ammi...
CHIETI. Una lotta senza quartiere agli evasori della tassa sui rifiuti, la Tari, aumentata, in media, del 15% per coprire, precisa il Comune, gli aumenti Istat e i costi maggiori del servizio. L’amministrazione comunale, attraverso le parole degli assessori Valentina Luise e Alessandro Bevilacqua delegati, rispettivamente, alle finanze ed alla gestione dei rifiuti, dichiara guerra ai furbetti della città.
«L’ente, al fine di ridurre i costi a carico della collettività ha già avviato un’attenta operazione di verifica», annuncia Luise, «volta ad accertare se vi siano sul territorio utenze non dichiarate, al fine di recuperare eventuali sacche di evasione. L’individuazione di un maggior numero di utenze, infatti, porterebbe ad una distribuzione del costo del servizio su una platea più ampia di soggetti, garantendo maggiore equità». Anche perché la Tari è aumentata rispetto allo scorso anno, in media, del 15%. «In merito alle tariffe della Tari occorre fare alcune precisazioni per sgomberare il campo da possibili equivoci. Il Comune», ribadisce Luise, «commisura la tassazione alla copertura dei costi del servizio ed è evidente che non ne trae alcun guadagno: le tariffe corrispondono alla mera ripartizione del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti urbani».
L’assessore Bevilacqua aggiunge: «Il Comune, già nel corso della precedente consiliatura, era stato capace di mantenere fermi i livelli di tassazione da un anno all’altro grazie all’efficace lavoro condotto per avviare la raccolta differenziata sul territorio comunale. Dopo una prima fase positiva della raccolta differenziata, abbiamo riscontrato maggiore superficialità degli utenti», ammette Bevilacqua, «che ha prodotto una lieve riduzione dei rifiuti correttamente differenziati e l’arrivo in discarica di un maggior quantitativo di secco residuo e questo, con gli aumenti Istat e le spese per la raccolta e il trasporto, ha comportato l’incremento dei costi generali». L’obiettivo è di tornare a far crescere la quantità della differenziata per far diminuire i costi della tariffa. «In quest’ottica», chiosa Bevilacqua, «si colloca l’attività di rilevamento delle “utenze fantasma”». (j.o.)
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