Capitale cultura, Lanciano non è fra le prime dieci città

17 Gennaio 2018

LANCIANO. Sfuma il sogno di Lanciano “Capitale della cultura 2020”. La città non è tra le dieci finaliste scelte dal ministero dei Beni culturali per rappresentare l’Italia e soprattutto un nuovo...

LANCIANO. Sfuma il sogno di Lanciano “Capitale della cultura 2020”. La città non è tra le dieci finaliste scelte dal ministero dei Beni culturali per rappresentare l’Italia e soprattutto un nuovo modo di fare cultura, valorizzando il territorio, rafforzando coesione e inclusione e collaborazione con i privati. Ci sono Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Ma il progetto presentato, “La cultura dell’anima”, non sarà abbandonato. Già alla presentazione del dossier che unisce tradizioni e bellezze frentane il sindaco Mario Pupillo era stato chiaro: «Il progetto sarà comunque realizzato». Concetto ribadito dopo aver incassato la “sconfitta”. «Chiudiamo questa avventura con il sorriso», dice il primo cittadino, «ringrazio tutte le associazioni, i privati e coloro che hanno contribuito a realizzare un progetto condiviso che sarà il nostro Prg della cultura che muoverà anche economia e turismo».
Si parte subito con la realizzazione di infrastrutture per gli spettacoli. «Iniziamo con la ristrutturazione del padiglione 2 della Fiera», dice Pupillo, «per ospitare i grandi eventi che oggi in città non trovano spazi. Il progetto, redatto dalla Fiera, è pronto e sarà finanziato soprattutto dalla Regione per 250.000 euro. Per maggio potrebbe esserci l’appalto». Poi avanti con la creazione della “smart cultural city”, una città aperta su più ambiti compreso la religione. «Altro progetto cantierabile subito è la “Via dei musei” che collega San Nicola, Palazzo Berenga, Santa Maria Maggiore, la casa museo Federico Spoltore, il Museo diocesano e il Parco delle arti musicali», aggiunge il sindaco, «con la collaborazione della Curia contiamo di sistemare il ricchissimo tesoro artistico della diocesi e in particolare a Palazzo Berenga, che stiamo vuotando, sistemeremo una pinacoteca comunale e il Museo della resistenza e della rivolta lancianese. Poi c’è la ristrutturazione dell’ex calzificio Torrieri che sarà la nuova sede dell’Editrice Carabba, dell’Università “Vincenzo Bellisario” del conoscere in ogni età e di Rati». Ma anche cultura per muovere il turismo: nel dossier, infatti, era prevista la ristrutturazione dell’ex De Giorgio in albergo del pellegrino, la creazione di un’area per camper e la promozione di pacchetti turistici e iniziative culturali finalizzate alla destagionalizzazione del turismo. Dei tre progetti il più arduo è quello della trasformazione dell’ex scuola in hotel: il Comune proverà con un nuovo bando, diverso dal precedente andato deserto, e tramite l’accordo Regione e Agenzia del demanio per la valorizzazione delle strutture comunali.
Teresa Di Rocco
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