Caramanico: facciamo qui l’“Ospedale di zona disagiata”

GUARDIAGRELE. L’associazione “Insieme si può” vicina all’omonimo gruppo consigliere comunale, capeggiato dal consigliere Franco Caramanico, nei giorni scorsi ha richiesto un’audizione alla V...
GUARDIAGRELE. L’associazione “Insieme si può” vicina all’omonimo gruppo consigliere comunale, capeggiato dal consigliere Franco Caramanico, nei giorni scorsi ha richiesto un’audizione alla V Commissione permanete della Regione (Salute, Sicurezza Sociale, Cultura, Formazione e Lavoro) per cercare di rilanciare il locale ospedale come “Ospedale di zona disagiata”. «Una richiesta», osserva Caramanico, «che motiviamo dal fatto che nella provincia di Chieti, a partire dal 2010, sono stati chiusi ben 7 ospedali: Guardiagrele, Casoli, Gissi, Atessa, Ortona e le private Villa Pini e Spatocco, che hanno trasferito i loro reparti per acuti in provincia di Pescara». Caramanico evidenzia quindi che la provincia di Chieti, in base ai dati riportati nel Piano di riqualificazione, ha un bacino di utenza pari a 566.000 abitanti contro i 232.000 di L’Aquila, 246.000 di Pescara e 262.000 di Teramo. «Però», precisa Caramanico, «mentre nelle altre province vi è un numero di posti letto superiore allo standard, a Chieti ne mancano ben 958. Una situazione paradossale, sopratutto se si pensa che la Regione non ha attivato tutti i posti letto previsti dal decreto 70/2015 ( 3,7/1000) avendo a disposizione ancora 511 posti che potrebbero essere utilizzati per riequilibrare la distribuzione dei posti letto in favore della nostra provincia con la presenza di ospedali per zone disagiate».
Caramanico, ricorda poi che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il 24 febbraio 2016, con una lettera al direttore generale Asl, Pasquale Flacco, aveva decretato la chiusura degli ospedali di Atessa e Guardiagrele. «In questi ultimi tempi però», osserva Caramanico, «abbiamo preso atto di qualche suo ripensamento, con l’apertura di un confronto per valutare proposte di riorganizzazione dell’ospedale di Guardiagrele e con la convocazione di un incontro per il 21 settembre con il ministro Beatrice Lorenzin per l’ospedale di Atessa». Caramanico, aggiunge che la stessa attenzione è stata riservata all’ospedale di Popoli per far fronte anche a problemi di carattere sismico. «È chiaro che», sottolinea Caramanico, «anche in questo caso, il confronto con le esigenze di Guardiagrele non regge, in quanto la mia cittadina è, purtroppo, classificata in “Zona 1”, cioè soggetta a fortissimi terremoti, mentre Popoli è solo in “Zona 2”, con rischio minore. Noi», continua Caramanico, «per il nostro presidio sanitario abbiamo sostenuto da sempre con forza la classificazione di “Ospedale per zona disagiata” con la presenza del Pronto soccorso e di reparti per acuti a valenza medico geriatrico».
Giovanni Iannamico
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