Carenza d’acqua allo Scalo, nuovo scontro

Il comitato dei residenti attacca l’Aca: «Ci hanno solo preso in giro, di notte siamo ancora a secco»
CHIETI. L’annuncio era arrivato lo scorso 20 aprile: l’Aca, in risposta a una richiesta della consigliera regionale Sara Marcozzi, aveva assicurato che i lavori per la rete idrica di Chieti Scalo erano terminati e le famiglie avrebbero riavuto l’acqua anche di notte. E invece, «l’acqua non c’è ancora. Ci hanno preso in giro». A parlare è la residente Elda Capriotti, portabandiera, insieme a Liliana Esposito e Assunta Ronca, della battaglia per avere più acqua allo Scalo.
L’intervento, già partito con notevole ritardo rispetto alle promesse, consiste nella realizzazione di una condotta di collegamento tra il serbatoio di Madonna della Vittoria e l’anello di distribuzione della rete scalina.
Un intervento da 300mila euro che prometteva di risolvere i cronici problemi di mancanza d’acqua e di pressione idrica nelle case di molti residenti dello Scalo.
«Da quando c’è stato l’annuncio che tutti quanti stavamo aspettando», spiega Capriotti, «effettivamente per qualche notte l’acqua è tornata, ma ora sono già tre giorni consecutivi che siamo di nuovo senza acqua di notte e anche la pressione idrica è di nuovo molto bassa, questo fa sì che ai piani alti delle palazzine senza autoclave ci siano problemi anche di giorno. In pratica, crediamo che l’impianto non sia ancora andato in funzionamento, l’Aca ci ha illuso con qualche giorno di erogazione idrica a pieno regime e poi di nuovo acqua a singhiozzo».
L’Aca, incalzata anche dagli inviati di Striscia la Notizia, interessati al caso grazie a Capriotti, Ronca ed Esposito, aveva annunciato i lavori già per il 2020: «Ci avevano parlato di un intervento di sei settimane», ricorda Capriotti, «con il cantiere che sarebbe stato chiuso entro dicembre 2020 e invece ancora nulla. Noi cittadini non sappiamo neanche se il collegamento idrico sia già funzionante oppure no e, nel primo caso, se sia sufficiente o meno a risolvere i problemi dello Scalo. Al momento possiamo dire che ci avevano assicurato una pressione idrica diurna di 2.4 che non c’è. Quello che mi sento di dire è che nel 2020 io ho pagato 980 euro di acqua in un anno in cui i rubinetti di casa mia sono rimasti quasi sempre a secco. Quindi, a quanto pare, ho pagato per un servizio che non mi è stato fornito».
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