Casa di riposo ancora senza fondi «Situazione economica grave»

14 Dicembre 2022

La Regione ancora non risolve le criticità: per i lavoratori in forse stipendio di dicembre e tredicesima I rappresentanti sindacali: budget insufficiente per i posti letto, non si può continuare a lavorare così

CHIETI. Istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista ancora una volta a rischio sopravvivenza. Per i lavoratori della Asp 1 (Azienda pubblica di servizi alle persone) di cui fa parte il San Giovanni Battista, sono in forse sia gli stipendi che la tredicesima di dicembre. L'istituto che assiste anziani, inabili e portatori di handicap e presieduto da Concezio Tilli, ospita 94 pazienti (52 disabili e 42 anziani) e dà lavoro a una sessantina di dipendenti. A fine ottobre scorso, a causa dei fornitori che non volevano più continuare a lavorare con la Asp per i mancati pagamenti, la struttura ha sollevato pubblicamente il problema del budget: la Regione Abruzzo, con delibera del dicembre 2021, ha assegnato alla struttura un budget dimezzato di circa un milione e 600mila euro, a fronte dei 3 milioni di euro assegnati nel passato. Di fronte al problema la Regione si è impegnata a risolvere le criticità. Ma le promesse sono rimaste lettera morta.
E adesso scende in campo la rappresentanze sindacale, pronta a tutto per evitare il collasso dell'istituto: Emma De Vincentiis, Federica Di Diodato, Patrizia Paolini e Rosalia Pini denunciano «la gravissima difficoltà economica in cui versa la Asp che mette a rischio l’erogazione della tredicesima mensilità, gli emolumenti di dicembre e tutti i trattamenti accessori non erogati ai dipendenti da anni, come i premi di produzione fermi al 2017 e gli arretrati contrattuali. È a rischio la sopravvivenza stessa della struttura, punto di riferimento fondamentale per il territorio viste le numerose richieste di ricovero. È impensabile», avvertono i rappresentanti sindacali, «che i dipendenti possano continuare a erogare un’assistenza qualificata nonostante tutte le difficoltà legate alla pandemia e vedere non erogati i trattamenti economici a loro dovuti contrattualmente, nella totale indifferenza delle varie istituzioni».
La rsu ha inviato sollecitazioni sia alla Regione, rappresentata dall’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, che alla Asl. «Il budget economico assegnato alla struttura dalla Regione», ribadiscono De Vincentiis, Di Diodato, Paolini e Pini, «non è sufficiente a coprire gli attuali posti letto; inoltre la Asl non intende riconoscere gli extra budget per gli anni 2020, 2021 e 2022 comportando il trattamento gratuito di 15 ospiti, autorizzati dalla Asl stessa e il mancato ricovero di altri 20 ospiti autorizzati, che non trovano capienza in quel risicato budget stanziato dalla Regione. A tutto ciò si aggiunge la mancata revisione delle rette che risale ai primi anni 2000 e mai aggiornata neanche mediante adeguamento Istat. Tutte queste problematiche, sommate alla grave situazione socio-economica, al tasso d’inflazione cresciuto a dismisura, al rincaro energetico, comporterebbe il blocco totale dell’assistenza e la conseguente perdita dei posti di lavoro, nonché la dimissione degli ospiti prevalentemente disabili che, lo ricordiamo, hanno vissuto un’intera vita nella struttura. Invitiamo urgentemente, per la sopravvivenza della storica struttura pubblica e per la continuità assistenziale, tutti gli enti pubblici di competenza a mettere in campo tutte le azioni necessarie alla risoluzione immediata delle problematiche della nostra struttura».
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