Cassa integrazione alla Denso Sindacati-azienda: accordo vicino

Vanno avanti i colloqui sulla distribuzione degli ammortizzatori sociali tra gli operai dello stabilimento Riavvicinamento tra le parti dopo i colloqui di ieri. Attesa per l’incontro con il ministero sui nuovi aiuti
SAN SALVO. Ancora una riunione fiume. Va avanti la lunga ed estenuante trattativa per trovare un accordo sulla cassa integrazione. È andato avanti fino a tarda ora ieri il nuovo incontro fra la Denso, i segretari di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e le rsu per trovare un accordo sugli ammortizzatori sociali. Da un lato, la Denso ha ribadito la necessità di ricorrere alla cassa integrazione per salvare i livelli occupazionali. Dall’altro i sindacati hanno insistito sulla necessità di spalmare la cig fra il maggior numero di dipendenti per evitare che i sacrifici e la riduzione del salario colpiscano sempre gli stessi lavoratori. I sindacati hanno rimarcato ancora una volta che un quinto della forza lavoro è in cig. Per ore le parti si sono affrontate e scontrate sui numeri, poi in serata c’è stato un avvicinamento. La discussione è andata avanti fino a tarda ora. Oggi le rsu dovrebbero comunicare i risultati. Nel frattempo azienda e sindacati sono in attesa dell’incontro della Denso con il ministero nel corso del quale sarà definito il pacchetto di ammortizzatori sociali a disposizione.
Il momento è delicato. La Denso in un anno ha risanato il proprio bilancio. I lavoratori di San Salvo hanno ricevuto ordinativi arrivati d’Oltreoceano e questo ha aiutato sicuramente la fabbrica. Serve tuttavia altro lavoro. La ripresa dell’automotive tarda ad arrivare. Occorre portare lavoro a Piana Sant’Angelo per poter ridurre il numero di cassintegrati. Gli ammortizzatori sociali sono uno strumento che permette alla Denso di riorganizzarsi ridimensionando contestualmente il costo del lavoro. I dati rilevati però per i sindacati sono allarmanti. «Dalla fine del 2021, tra periodi di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e corsi di formazione e riqualificazione, ad essere posti in cig dall’azienda sono quasi sempre gli stessi lavoratori, i quali non lavorando, continuano a portare a casa uno stipendio di poco superiore ai 1.000 euro. Per le famiglie dei cassaintegrati questa condizione economica e lavorativa è diventata insostenibile», affermano Fim, Fiom, Uilm e Fismic. I sindacati hanno insistito sull’applicazione di una equa rotazione della cassa integrazione straordinaria.
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