Cattivi odori dal depuratore: sono 2 gli indagati al Consorzio

27 Luglio 2021

L’accusa: «L’impianto per l’abbattimento delle esalazioni era rotto ma hanno continuato l’attività» Proseguono gli accertamenti su altre irregolarità. Il sindaco Ferrara: «Chi inquina è giusto che paghi»

CHIETI. Sono due gli indagati nell’inchiesta della procura di Chieti sui cattivi odori provenienti dal depuratore di San Martino, gestito dal Consorzio di bonifica Centro. Gli accertamenti dei carabinieri forestali, coordinati dai tenenti colonnelli Tiziana Altea e Marco Santilli, hanno svelato il motivo del «perdurare di emissioni olfattive moleste divenute via via non più tollerabili». I responsabili della struttura, in base all’accusa, «hanno continuato a esercitare l’attività di depurazione dei liquidi» provenienti da ditte esterne «nonostante non fosse più funzionante da diverso tempo la sezione dell’impianto chimico-fisico deputata all’abbattimento delle esalazioni e dei vapori prodotti».
Dopo il blitz dei militari del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) e della locale stazione carabinieri forestale, il Consorzio è intervenuto per riattivare l’impianto. Ma, naturalmente, questo non è stato sufficiente per evitare la segnalazione alla procura. Agli indagati sono contestati i reati di «getto di sostanze pericolose nell’aria, atte a molestare le persone» e di «inosservanza delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)» che prevedono, rispettivamente, l’arresto fino a un mese o l’ammenda fino a 206 euro e un’ammenda da 5mila a 26mila euro. Dai controlli effettuati in collaborazione con l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) sono emerse altre irregolarità di natura tecnica ancora al centro delle indagini da parte dei militari dell’Arma.
I controlli sono scattati dopo le ripetute segnalazioni dei cittadini e del Wwf di Chieti. Sottolinea il tenente colonnello Altea: «Rispondere con tempestività e solerzia a rilevanti emergenze sollevate dal territorio e dalla comunità, specialmente se reiterate nel tempo e potenzialmente nocive per la salute pubblica oltre che per l’ambiente, rimane una delle priorità d’intervento per i carabinieri forestali. In particolare in questo specifico settore, dove anche condotte colpose e omissive possono rappresentare una seria minaccia per l’ambiente e per la pubblica incolumità».
«Il Comune», è il commento del sindaco Diego Ferrara, «ha chiesto subito all’Arta di controllare la situazione, per capire cosa producesse gli odori. A fronte delle denunce di oggi sono lieto che la sinergia fra forze dell’ordine, istituzioni ed enti preposti al controllo produca effetti positivi sulla tutela dell’ambiente. Vogliamo sottolineare che sin dal primo giorno questa amministrazione ha posto l’ambiente come priorità. Saremo sempre attenti alle istanze che arriveranno dalla popolazione, soprattutto quando a sollevarle saranno i cittadini, direttamente o attraverso associazioni. Chi inquina paga: il Comune farà la sua parte perché le responsabilità, quando ci sono, vengano sempre individuate e le azioni punite. Il territorio è di tutti: ognuno di noi deve contribuire a conservarlo».
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