Centrale idroelettrica, i sindaci chiedono un ruolo nella gestione

Altino. Sit-in di 16 rappresentanti dei Comuni per sollecitare la Regione al rinnovo della concessione Chiesta l’approvazione della legge e la conferenza dei servizi sul dragaggio dei laghi di Bomba e Casoli
ALTINO. Sollecita la conferenza dei servizi sul dragaggio dei laghi e chiede l’approvazione della legge regionale per il rinnovo della concessione. Il sit-in di ieri mattina, in piazza Talone, a Selva di Altino, dei sindaci dell'associazione Comuni Sangro Aventino di cui è presidente è Massimo Colonna, lancia messaggi alla Regione.
«Come amministratori chiediamo la possibilità di gestire al meglio il patrimonio presente sul nostro territorio», hanno detto i sindaci. La grande derivazione Sant’Angelo, che comprende i laghi di Bomba e Casoli e la centrale di Altino, è entrata in funzione il 28 novembre 1958 ed è gestita da Acea Produzione Spa con una concessione di utilizzo del bene pubblico acqua della durata di 60 anni. «In 63 anni», sostengono i sindaci, «non sono mai state eseguite le operazioni di dragaggio degli invasi per il mantenimento della loro capacità come previsto dalla legge quadro ambientale. Il concessionario il 21 luglio 2020 ha presentato un progetto di gestione in cui dichiara di non prevedere l’esecuzione di tali attività. Il 28 ottobre 2020 sull’argomento è stata convocata una conferenza dei servizi, sospesa per una richiesta di integrazione: è passato più di un anno e l’iter non è mai stato avviato».
La concessione ad Acea è scaduta il 27 luglio 2013. La recente normativa ribadisce che la proprietà dei grandi impianti idroelettrici è delle Regioni e chiede l’approvazione di una legge regionale per disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni scadute. La legge regionale doveva essere emanata entro ottobre 2020. Tredici comuni dell’associazione hanno presentato un proprio progetto di legge che propone alcune modifiche alla proposta di legge della giunta regionale. «Abbiamo richiesto un’audizione alla II commissione permanente, finora» concludono i sindaci «non siamo stati ascoltati e le proposte, messe in calendario il 2 dicembre, non sono state discusse. Il disegno di legge concorrenza prevede all’articolo 5 che le procedure di assegnazione delle nuove concessioni devono essere avviate entro e non oltre il 31 dicembre 2022, altrimenti le competenze passano al ministero delle Infrastrutture e che se non vengono eseguiti gli interventi di recupero della capacità di invaso verrà posto a carico del concessionario subentrante un congruo indennizzo». (m.d.n)
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