Centro di procreazione assistita Tiboni si dimette dalla direzione

3 Agosto 2024

Alla base della decisione alcuni dissapori con la direzione aziendale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti La struttura ha fatto nascere 4mila bambini, è l’unica pubblica in Abruzzo e riferimento del Centro-sud

ORTONA. L’avviso in cui lascia l’incarico è partito nei giorni scorsi e sarò operativo dal 1° settembre prossimo. Il professore Gian Mario Tiboni, ordinario di Ostetricia e ginecologia dell’Università d’Annunzio, ha consegnato nelle mani del direttore generale della Asl, Thomas Schael, il mandato di responsabile del Centro di procrezione assistita operativo nell’ospedale Bernabeo di Ortona. Alla base della decisione ci sono fattori personali ma sembra anche problematiche emerse nello svolgimento dell’attività e, soprattutto, mancanza di motivazioni. Insomma, un rapporto non più in sintonia con i vertici dell’azienda sanitaria chietina.
Il Centro, diventato uno dei principali per il trattamento dell’infertilità in tutto il Centro-sud Italia, aveva iniziato la sua attività nel 1997 nell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti prima di essere trasferito a Ortona, nel 2011. Qui è stata svolta un’intensa attività che ha consentito di far nascere più di 4mila bambini in quello che è l’unico centro pubblico in Abruzzo, in grado di creare oltre il 20% di mobilità extra regionale. Nel corso del 2024 sono stati eseguiti 299 prelievi di ovociti finalizzati alle tecniche di fertilizzazione in vitro, 15 preservazioni di fertilità e 94 inseminazioni intrauterine. Si tratta di un Centro che svolge tecniche in cui le fertilizzazioni avvengono in grembo e in laboratorio e in cui si ricorre alla preservazione della fertilità: giovani donne colpite da patologie tumorali e che devono essere sottoposte a trattamento potenzialmente gonadotossici (chemioterapia, radioterapia), possono criopreservare i loro ovociti con vitrificazione e conservazione in azoto liquido. Questa procedura consente loro di avere ovociti indenni da utilizzare dopo la guarigione dalla patologia oncologica per poter diventare così mamme.
Lo scorso 2022, nonostante la pandemia da Covid-19 abbia colpito duramente il settore delle prestazioni sanitarie, il Centro del professor Tiboni aveva mantenuto quasi inalterati i dati sull’attività svolta rispetto al periodo pre-Covid: ciò era emerso dalla relazione del ministero della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge in materia di procreazione medicalmente assistita. Il Centro ortonese andrà comunque avanti lo stesso: nella struttura operano due ginecologhe, due embriologhe, due dottorande di ricerca, una borsista e tre specializzande per formazione. (cr.or.)