Chiesa di Santa Maria Maggiore, via al rifacimento delle facciate

Da oggi e fino a novembre divieto di sosta nell’area del parcheggio per il deposito dei materiali Il parroco don Domenico: «È il terzo lotto mentre all’interno il restauro è in fase di completamento»
LANCIANO. È un’ordinanza del Comune che indica il divieto di sosta con rimozione, da oggi al 30 novembre 2023, nell’area del parcheggio accanto alla chiesa di Santa Maria Maggiore per deposito materiali, ad indicare l’avvio dei lavori di restauro delle facciate esterne della chiesa più antica di Lanciano. È il terzo lotto di lavori finanziati dall’8Xmille della Cei (Conferenza episcopale italiana), “per la manutenzione straordinaria, risanamento igienico sanitario e consolidamento” di Santa Maria Maggiore avviati nel 2018 che portano al restauro completo del complesso che è monumento nazionale dal 1902. Chiesa chiusa nel luglio 2019, che doveva riaprire i battenti nel luglio 2021, poi a Pasqua di quest’anno, come anticipato nei mesi scorsi dalla Curia, «se non ci fossero stati intoppi»; che ci sono stati visto che l’edificio è ancora chiuso al culto e ai turisti.
«I lavori nella parte centrale della chiesa stanno per finire», precisa don Domenico Di Salvatore, responsabile dei beni culturali della diocesi, «e sono stati i lavori più delicati che hanno riguardato la parte gotica cistercense, dove si celebra messa. Ora avvieremo il terzo e ultimo lotto. Tutti lavori che hanno avuto il benestare della Sovrintendenza». Terzo lotto che toglierà i pochi posti auto della zona dove si attende da anni il completamento del parcheggio delle Ripe e una precisazione, del sacerdote, sul benestare della Sovrintendenza, che segue le polemiche aperte proprio sui lavori di restauro. «Discutibili», li ha definiti il presidente regionale di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra. «Ho manifestato le mie perplessità durante la presentazione di un libro dello storico edificio nei giorni scorsi in Curia all’architetto Giorgio Pezzi, funzionario della Soprintendenza Chieti-Pescara», spiega Vinciguerra. «Ho chiesto spiegazioni sulle scelte progettuali e il tipo di restauro che si sta effettuando, sull’uso di alcuni materiali, in particolare quelli per il risanamento interno della chiesa. Lui ha detto che, non essendo responsabile direttamente dei lavori, non ha fatto sopralluoghi. Le opere che destano “dubbi”, riguardano la posa di un nuovo piano pavimentale riscaldato, poggiato su quello esistente, che altererebbe i rapporti altezza-larghezza delle navate che rappresentano le linee slanciate dell’architettura borgognona con posa di listelloni lucidi in netto contrasto con l’ambiente. Inoltre le antiche volte a crociera formate da mattoni faccia a vista unitamente alle nervature poggiate su pilastri cruciformi sono state intonacate con un ipotetico impasto di colore bianco/panna. Sono lavori di restauro», chiude il presidente Vinciguerra, «cioè finalizzati all’integrità materiale e al recupero del bene medesimo e della trasmissione dei valori culturali: ma lo sono davvero?».
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