Chieti, banda del buco al bar Jolly: scassinate 19 slot machine

I ladri sono entrati rompendo la ventola della sala gioco e allargando il foro nel muro. La telecamera ne riprende uno vestito con la tuta bianca
CHIETI. Diciannove delle ventuno slot machine scassinate per rubare l’incasso. Diverse migliaia di euro di monete prelevate e altri danni causati dal buco nel muro da dove i ladri sono entrati.
La conta dei danni rischia di diventare davvero pesante al bar Jolly di via Aterno a Brecciarola dopo il furto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. A scoprirlo è stata una delle bariste che ieri mattina alle 5 è andata come sempre al lavoro (l’esercizio commerciale apre alle 5 e chiude alle 23). La ragazza ha trovato tutto in ordine finché non è entrata nella sala delle slot. Qui ha visto subito le macchinette scassinate e, in alto all’angolo di uno dei muri, ha notato un grosso buco in corrispondenza della ventola del sistema di aerazione. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’apparecchio è stato spinto e fatto cadere nella parte interna del locale e poi il muro è stato rotto e allargato a forza, in modo che permettesse ad almeno una persona di entrare all’interno.
«Avevamo pensato a tutto, ma non che potessero entrare di là», dice Antonio Iezzi, di Scafa, che da un anno e mezzo ha rilevato il bar insieme al fratello. «I precedenti gestori ci avevano detto che avevano provato ad entrare persino rompendo i muri, tanto è vero che noi avevamo messo particolari sensori anche alle mura esterne, ma non avevamo pensato al soffitto, alla ventola e alla sala slot». E i ladri dovevano saperlo bene, perché non sono andati nelle stanze nelle quali avrebbero fatto scattare le sirene. Si sono limitati a quella degli apparecchi elettronici.
«Probabilmente», continua il proprietario, «hanno provato ad entrare anche dal tetto, perché abbiamo trovato la guaina smantellata e il cemento scalfito. Crediamo che si siano arrampicati salendo sull’edificio accanto al nostro, arrivando così al secondo piano». Nella sala slot c’era, però, il sistema di videosorveglianza. L’obiettivo di una telecamera è stato staccato, l’altra ha ripreso uno dei ladri completamente irriconoscibile. Era coperto dalla testa ai piedi, si vedevano solo gli occhi. Era vestito con una tuta bianca a maniche lunghe». I ladri erano sicuramente più di uno. Perché a un certo punto si vedeva che quello in tuta bianca prendeva le cassette con le monete e le passava attraverso il buco al complice.
Sopra al bar abita una persona che però lavora come cuoco in uno dei ristoranti della zona e, a quell’ora, non era ancora a casa. Quindi non ha potuto sentire il rumore della ventola che cadeva e del muro che veniva abbattuto per allargare il buco.
E probabilmente i ladri erano a conoscenza anche del fatto che l’inquilino del piano di sopra lavora di notte.(a.i.)
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